4 Dicembre 2020

I finanzieri hanno scoperto un sistema di raggiro adottato da una società nel Crotonese che permetteva agli studenti di percepire contributi illecitamente. Nella rete delle fiamme gialle sono finite 6 persone

Avrebbero percepito indebitamente contributi cosiddetti “bonus cultura” 18 app del ministero dei Beni delle Attività culturali. Così con l’accusa di frode ai danni dello Stato, al termine di una complessa indagine della polizia economica finanziaria, i finanzieri di Crotone hanno sequestrato beni per oltre un milione di euro nei confronti di una società di capitali e di sei persone.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, ha permesso di svelare l’esistenza di un sistema, all’interno della società finita nel mirino degli inquirenti, che attraverso false attestazioni trasmesse al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (Mibac), permetteva ai giovani fruitori del bonus cultura “18app” l’acquisto di beni non previsti dalla normativa di riferimento, che pertanto si rendevano responsabili dell’illecito di indebita percezione di erogazioni a danno dello stato per un importo complessivamente quantificato in euro 1.440.019,85.
Si tratta di contributi illecitamente percepiti, secondo le indagini, negli anni 2017 e 2018.
L’INDAGINE L’ attività d’indagine trae origine da un’apposita analisi di rischio, effettuata dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma, attraverso le banche dati in uso al Corpo dalla quale emergeva un cospicuo numero di buoni spesi.
In particolare, da quanto emerso della indagini, è risultato ai finanzieri che su accertamenti eseguiti su 4.027 soggetti che hanno compiuto il diciottesimo anno di età nel corso degli anni 2016, 2017 e 2018 sono state rilevate situazioni di irregolarità per l’86% delle singole erogazioni con la conseguente verbalizzazione altresì di 3.516 illeciti amministrativi di cui all’art. 316 ter comma 2 del codice penale.
Per le situazioni irregolari constatate gli studenti, pertanto, a seguito di notifica del verbale redatto sono obbligati a pagare una sanzione pari al valore dei beni non ammessi al beneficio che nella stragrande maggioranza si è rilevato relativo all’intero bonus pari a 500 euro.
Nei confronti dell’azienda controllata è stata, invece, inoltrata apposita segnalazione al Ministero dei Beni culturali per l’avvio della procedura di recupero dell’intero beneficio oggetto di illecito.
Sotto gli aspetti di carattere penale, altresì in esecuzione del suddetto provvedimento giudiziario, il Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza di Crotone ha eseguito il sequestro di beni per un controvalore complessivo pari a euro 1.387.784,53.
In particolare sono stati sottoposti a sequestro preventivo le quote societarie, denaro contante, un immobile, conti correnti postali e bancari e 5 autovetture.

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