CATANZARO, AGGREDITO MEDICO DEL PRONTO SOCCORSO AL PUGLIESE-CIACCIO

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È quanto denuncia in una nota Nino Accoriniti, segretario regionale della Cisl Medici Calabria. Il sindacato «esprime solidarietà anche a tutto il personale e sanitario che lavora nel Presidio»

«Ancora un atto di violenza nei confronti di un medico all’interno di un Pronto Soccorso del nostro paese, luogo di cura e non di guerra, dove i sanitari aiutano i cittadini senza risparmiarsi, soprattutto in questo periodo di emergenza per il Covid-19». È quanto denuncia in una nota Nino Accoriniti, segretario regionale della Cisl Medici Calabria. Il sindacato, prosegue, «esprime solidarietà al medico aggredito l’altro ieri al “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro ed anche a tutto il personale medico e sanitario che lavora nel Presidio».
«Ancora una volta – scrive ancora Accoriniti – nel ripetersi di episodi di violenza che condanniamo, ricordiamo che la Cisl Medici chiede da tempo alle istituzioni di risolvere il problema in maniera efficace, anche con la Prefettura per istituire posti di Polizia, per garantire l’incolumità dei nostri medici e del nostro personale infermieristico. Quando un medico è aggredito, verbalmente o fisicamente nell’esercizio delle sue funzioni sarebbe opportuno che si possa comunque procedere d’ufficio per i reati commessi. Avere la certezza che i tuoi datori di lavoro, l’Azienda Sanitaria e la Regione, si costituiscano parte civile nel procedimento penale verso gli aggressori, azione che darebbe vigore al senso di appartenenza all’Azienda. Purtroppo – avanza il sindacalista – l’approvazione delle norme specifiche in materia di aggressioni agli operatori sanitari rischia di slittare malgrado lo scorso 13 febbraio è stato approvato il disegno di legge dalle Commissioni Giustizia e Affari Sociali riunite in maniera congiunta. A legge approvata le Aziende sanitarie avranno l’obbligo di costituirsi parte civile mentre il personale sanitario avrà tutte le tutele previste per i pubblici ufficiali, ossia procedibilità d’ufficio ed inasprimento delle pene per gli aggressori». Nel frattempo, Nino Accoriniti riferisce ancora che la Cisl Medici ha «deciso in caso di aggressione ad un medico nell’espletamento della sua attività ed iscritto al nostro sindacato, di costituirci parte civile». Per la sigla sindacale si tratta di una «battaglia di civiltà che portiamo avanti per sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica e le Istituzioni, per fare capire loro che la violenza non è mai accettabile in particolare modo quando si rivolge a chi si prende cura ogni giorno delle persone negli ospedali, negli ambulatori, nelle guardie mediche e per le strade nelle emergenze urgenze».

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