4 Dicembre 2020

“I ventilatori per la respirazione? Non so neppure cosa siano. Mi sono sempre occupato d’altro, di infrastrutture, di lavori pubblici…”, ad affermarlo ai microfoni della trasmissione Report – andata in onda ieri sera – è Domenico Pallaria, a capo della Protezione civile calabrese e tra le figure chiave dell’emergenza Covid 19 in Calabria.

“E chi avrei dovuto nominare?”, è la risposta della presidente della Regione, Jole Santelli, alle sollecitazioni del giornalista che le chiedeva conto del perché Pallaria – pur manifestando egli stesso incompetenza in materia – sia stato nominato in un posto così delicato e cruciale. Il servizio della trasmissione di Rai 3 si sofferma sulla situazione calabrese al tempo del Coronavirus, attraverso un viaggio negli ospedali fantasma della Calabria costruiti con dispendio di fondi pubblici e non funzionanti, come Scalea ma anche Rosarno e Gerace. Prosegue l’inchiesta di Report nell’ospedale di Catanzaro, mettendo in evidenza condizioni non ottimali come la tenda pretriage esposta anche al libero accesso e priva delle necessarie precauzioni di sicurezza. Diverse poi le località in cui fa tappa la telecamera della trasmissione da San Lucido, fra i centri chiusi dal presidente Santelli, a Castrovillari. Il quadro che ne esce è una sostanziale disorganizzazione e un sistema sanitatio fragile soprattutto sul piano logistico e delle attrezzature e dei posti letto.

Uil Calabria: “Gravissime dichiarazioni Pallaria, si dimetta”

“Gravissime le dichiarazioni a Report del responsabile della Protezione civile calabrese. Pallaria si dimetta. Una regione come la Calabria, non può affrontare una emergenza sanitaria di tale portata, con così tanta superficialità e incompetenza”. Lo afferma, in una dichiarazione, il segretario generale della Uil calabrese, Santo Biondo. “La Presidente della Regione – prosegue Biondo – non può cavarsela con una alzata di spalle, prima di indicare ai calabresi, cosa deve fare il governo, dica cosa deve fare la Regione. Per esempio nominando manager competenti nei ruoli di responsabilità regionale. Pertanto la Presidente della giunta regionale, intervenga immediatamente a dare chiarimenti sulla vicenda. Non si può giocare sulla incolumità dei cittadini”.

Codacons: “Le sue dimissioni sono un atto doveroso”

“Se non ci trovassimo dinnanzi un dramma di proporzioni epocali, la situazione apparirebbe perfino comica. Ieri abbiamo assistito alla denigrazione dei Calabresi per bocca di un Dirigente Generale”. “Ieri abbiamo compreso che alla giuda della Protezione Civile e della task force per fronteggiare l’emergenza c’è un potentissimo burocrate che, sorridendo, ha sciorinato tutta l’improvvisazione con cui si affronta una pandemia in Calabria”. Grottesco. Chi aveva ancora dubbi, ieri, ha dovuto prendere atto come la Regione Calabria è totalmente incapace di gestire quanto accade” è quanto scrive in una nota Codacons. 

“In un paese normale questa mattina dovrebbero arrivare le dimissioni dell’Ing. Pallaria, senza bisogno che qualcuno le solleciti. Nel corso della trasmissione “Report” andata in onda su Rai3, l’uomo che guida la “task force” in Calabria, ha dichiarato – sfoggiando un rassicurante sorriso ed elencando tutti i suoi numerosi incarichi – di non sapere cosa diavolo siano questi benedetti “ventilatori”. Ma chi lo ha nominato ? Proprio il Governatore che con imbarazzante sicumera ha precisato: “e chi dovevo nominare?”. Praticamente ne ha scelto uno a caso… Caro Pallaria – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – Dimissioni è un termine desueto che, non a caso inizia la lettera D, proprio come il termine che le determina Dignità.  Un legame forte quello tra questi due vocaboli. Laddove manca la Dignità infatti, le Dimissioni stentano sempre ad arrivare. E noi le invochiamo a gran voce”. Le sue dimissioni sono un atto doveroso, come sarebbero quelle di chi l’ha designata a gestire ciò che lei ammette di non conoscere”.”Altrimenti dobbiamo prepararci ad una lunga battaglia dove il virus è il nemico meno pericoloso. “Se chiedere le dimissioni di chi sta gestendo l’emergenza costituisce un reato – prosegue il Codacons – allora si intenda la nostra richiesta come un’autodenuncia”.

Qualcuno sosteneva che quando si chiedono sacrifici ai Cittadini, ci vuole una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Il Governatore, purtroppo, sta dimostrando di avere a cuore soprattutto questi ultimi.

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