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“DIFENDIAMO L’OSPEDALE” DONA ALL’OSPEDALE DI LOCRI PRESIDI SANITARI PER DIFENDERSI DAI CONTAGI DEL COVID19

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«Già prima del virus non esistevano i presupposti per parlare di una sanità dignitosa»

Ieri mattina il Comitato “DifendiAMO l’Ospedale” presieduto da Bruna Filippone ha donato all’Ospedale di Locri un consistente pacco di presidi sanitari e individuali finalizzati a tutelare gli operatori sanitari dal rischio contagio COVID. La donazione comprende gli acquisti effettuati direttamente dal comitato (200 litri di gel disinfettante, 6.000 tute alta protezione, pulsossimetri) e donazioni autonome (50 mascherine chirurgiche; 4 pacchi guanti, 8 flaconcini disinfettante mani, una tuta alta protezione, 30 flaconcini disinfettante superfici, 1.000 calzari, 1.000 copricapi). «Con i restanti fondi a disposizione ci stiamo adoperando per acquistare altre cose mancanti segnalateci dai sanitari».

Sulle molteplici carenze del nosocomio locrese, il Comitato sottolinea che «ancor prima dell’arrivo del virus non esistevano i presupposti per parlare di una sanità dignitosa per pazienti ed operatori. Il coronavirus altro non ha fatto che rimarcare ed evidenziare tutta l’inefficienza e la qualità pessima del lavoro svolto dai commissari e da chi da loro è stato incaricato a gestire l’emergenza Covid-19».

Ai commissari dell’Asp reggina, il Comitato vorrebbe chiedere come mai «non abbiano sfruttato il vantaggio temporale ed esperienziale che il virus ci ha concesso rispetto alle regioni del nord Italia» che, nonostante un sistema sanitario eccellente, stanno gestendo con estrema difficoltà questa emergenza drammatica.

Mentre all’ospedale di Locri «il tempo che il virus ci ha concesso per poterci organizzare e difenderci nel migliore dei modi è stato utilizzato per allestire una tenda per il pre-triage che per molti giorni è rimasta chiusa perché mancavano gli allestimenti, gli impianti e soprattutto il personale medico ed infermieristico che dovrebbe essere personale dedicato alla sola emergenza Covid-19, e non impiegare senza alcuna formazione specifica il personale dei reparti».

Ricordando che «l’aumento dei posti letto annunciati non si vede, come non si vedono i nuovi medici, infermieri e OSS», i componenti del Comitato affermano di non sentirsi «sereni nell’apprendere che dopo quasi un mese ancora la situazione è esattamente come quando si è partiti».

p. l.

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO
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