GIOIOSA JONICA (RC) : ACQUA DI CRINI. LA COMUNICAZIONE DEL SINDACO SALVATORE FUDA.

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“Vista l’ordinanza del Sindaco di Martone che ha dichiarato acqua non potabile quella fornita dalla So.Ri.Cal. proveniente dalla fonte di “Crine” e considerato che la stessa acqua è distribuita sul territorio comunale, appare opportuno intervenire per dare compiuta e immediata informazione alla popolazione.

Il momento è delicato e la notizia di non potabilità dell’acqua di “Crine”, fonte storicamente considerata di pregio da tutti i cittadini gioiosani e non solo, aggiunge maggiore inquietudine.

La So.Ri.Cal, attraverso tale fonte, garantisce l’approvvigionamento di diverse contrade del paese (serbatoio Callupi, serbatoio Prisdarello).

È utile partire dal quadro normativo di riferimento.
Il D.Lgs. 28/2016 regola il controllo della radioattività nelle acque potabili in Italia. Nell’allegato I ci sono i cosiddetti “valori di parametro” per il radon (gas sul quale si sono svolte le indagini) che non devono essere superiori a 100 Bq/l. Il “valore di parametro” va confrontato con la media annuale del parametro stesso (art. 2 comma 1 lettera e) del citato D.Lgs). Quindi non basta che sia superato una volta, ma bisogna che il valore medio nell’arco dell’anno sia superiore a 100 Bq/l prima di valutare se prendere provvedimenti. Solo nel caso in cui il valore misurato una sola volta dovesse superare i 1000 Bq/l allora vanno prese misure adeguate (art. 5 comma 4). L’ASP ha comunicato un valore superiore al parametro fissato di 100 (in media 270 Bq/L), ma non è un valore medio annuo per cui poteva anche non essere assunto nessun provvedimento. Il Sindaco di Martone, ha inteso procedere ugualmente assumendo azioni preventive di tutela.

Il gas Radon è un elemento presente in natura che può “trasferirsi” nelle falde e nell’acqua. I valori di riferimento sui quali si fonda l’ordinanza del Sindaco di Martone sono riferiti principalmente alla fonte. Tuttavia in una “stessa acqua” il parametro di riferimento può variare a seconda che si proceda ad analizzare il campione alla fonte o ad un punto di erogazione lontano chilometri dalla stessa. Per cui non è detto che le fontanelle pubbliche del nostro paese o l’acqua che arriva ai serbatoi di Callupi e Prisdarello abbiano valori non conformi.

Già domani avanzeremo richiesta formale al fornitore So.Ri.Cal.(obbligato ad effettuare periodicamente i controlli interni) per chiedere le dovute delucidazioni e assumere compiutamente le determinazioni del caso.”

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