LA LOCRIDE RESTA “ATTRATTIVA”

228

Ma occorre intervenire sui piccoli Comuni per impedirne lo spopolamento

In tempi normali la visione di turisti stranieri in visita nel centro cittadino sarebbe passata quasi inosservata perchè, da qualche anno a questa parte, grazie all’attività operativa degli operatori turistici presenti sul territorio ( che finalmente hanno iniziato ad operare in sinergia ) molti di questi gruppi hanno iniziato a frequentare il territorio della Locride in periodi diversi da quello balneare, richiamati soprattutto dalla voglia di scoprire i borghi antichi e gustare nel contempo l’ottima enogastronomia che il territorio sa offrire.

In tempi di coronavirus, invece, questa gradita presenza è passata tutt’altro che inosservata e sono molti i cittadini che si sono stupiti nel notare la grande attenzione che un gruppo di canadesi prestava, proprio al centro di corso della Repubblica, alle parole di Massimo Diano, profondo conoscitore del territorio della Locride che, parlando ad esempio del borgo antico di Siderno Superiore, una delle mete della comitiva canadese in questione, rispondeva alle domande più varie. Una conferma di quanta attrazione hanno per i turisti d’oltreoceano e non solo i piccoli Comuni, nei cui borghi aleggia un fascino misterioso che alimenta l’attrazione.

È giusto aggiungere che molti di questi borghi hanno potenzialità dimezzate dall’abbandono e finanche per una certa incapacità degli amministratori di utilizzare le leggi che, pure, ci sono state e ci sono. Inutile dire che gli stessi sindaci della Locride avrebbero potuto fare molto di più se solo fossero riusciti a programmare un grande progetto complessivo capace di mettere in risalto tutte le enormi potenzialità esistenti.

Ci domandiamo, a questo punto, se c’è spazio per guardare con un minimo di speranza al futuro. Forse sì. Almeno adesso che la situazione all’interno dell’Assemblea dei sindaci si è in qualche modo normalizzata e i primi cittadini hanno capito che solo lavorando in sinergia si possono sfruttare al meglio le possibilità offerte dalle vigenti normative e sarebbe veramente il caso che si guardasse con maggiore attenzione anche a quella che qualche anno addietro è stata chiamata la legge “Salva Borghi” che consente ai piccoli Comuni di guardare con un pizzico di speranza alla possibilità di rivitalizzare questi luoghi. D’altra parte in provincia di Reggio 32 Comuni su 97 non superano i 1.500 abitanti e in Italia i “piccoli comuni” (tecnicamente intesi quelli sotto i 5000 abitanti) sono circa 5500. Molti di questi con caratteristiche di notevole importanza che potrebbero essere sfruttate a fini turistici ci sono anche nel comprensorio della Locride. Giusto, quindi, cercare di sfruttare ogni disponibilità finanziaria e indirizzarla all’attuazione di iniziative capaci di rivitalizzare questo tipo di realtà anche attraverso il recupero di un patrimonio abitativo talvolta degradato ma ancora in condizioni di essere ripristinato. D’altra parte anche se, a suo tempo, la prima dotazione della legge si è limitata a 100 milioni di euro complessivi (poca cosa rispetto a fabbisogni e aspettative) l’interesse suscitato è stata la chiara testimonianza o se vogliamo un apprezzato segnale per molti amministratori, ma anche semplici cittadini che lamentavano uno stato di abbandono e trascuratezza per certi versi incomprensibile nei confronti dei piccoli Comuni. D’altra parte uno degli obiettivi principali degli interventi sui piccoli Comuni o sui borghi interni è, soprattutto, quello di impedire lo spopolamento totale di queste aree, diffuse sul territorio nazionale e certamente presenti in quello della Locride.

ARISTIDE BAVA

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.