4 Dicembre 2020

Ho riletto tutte le mie pubblicazioni e finchè avro’ la forza continuero’ la mia battaglia personale a costo di rendermi noioso e antipatico.
Ho riguardato tutte le mie considerazioni pubblicate dal 21 gennaio(alle quali vi rimando) ed allora in Italia i casi erano 0;
poi siamo arrivati a 530 casi al 27 febbraio.
L’8 marzo avevamo preso a modello lo slogan coniato dalla Lombardia” Se ti vuoi bene non uscire di casa” puntualmente esteso poi a tutta Italia.Il 9 marzo avevamo criticato la Santelli e successivamente l’irresponsabile Sgarbi. Ultima pubblicazione quella di ieri in cui abbiamo commentato l’accorato appello del Sindaco Calabrese.
Stamattina i dati aggiornati cominciano ad essere preoccupanti ed addirittura si parla già di Pandemia. La Lombardia ,eccellenza della sanità nazionale,è in crisi. Zaia prevede che a metà aprile saranno 2 milioni i veneti ad essere contagiati.
Ho letto le stime di colera, spagnola e asiatica e guarda caso le popolazioni del Sud Italia sono state quelle maggiormente colpite.
Ed allora voglio continuare la mia lotta.
Attualmente la Calabria tutta si trova ad affrontare questa crisi
” A MANI NUDE”. Senza voler fare polemiche inutili su come la politica nazionale ha ridotto la Sanità Calabrese in dieci anni di commissariamenti,smantellando la rete ospedaliera con grave carenza di posti letto e strumentazioni. Ma la cosa piu’ grave è la carenza di personale .
Ora avremmo bisogno si di strutture di accoglienza ed anche di dispositivi e per tutto cio’ si puo’ sopperire; sarà pero’ molto difficile reperire personale qualificato per poter assistere le persone interessate alla prevedibile esplosione degli effetti di Covid19..
Fino ad ora si ha la sensazione che la politica nazionale e calabrese è in forte ritardo per gestire la situazione emergenziale calabrese.
Ed allora faccio un appello a tante categorie,
ai media locali e regionali( TG3,Telemia,la Riviera,Eco della Locride,giornalisti ecc)
alle persone che hanno come noi a cuore le sorti della sanità)
i politici nazionali,regionali e locali
ai medici tutti ed in particolare quelli con comprovata esperienza nel campo dell’assistenza respiratoria e rianimatoria(dott. Adamo,dott.Doldo),
e si costituisca una unità di crisi per mettere sul tappeto tutte le iniziative atte a realizzare una reale ed efficacia lotta al fenomeno.
Il tempo a nostra disposizione è una componente essenziale .

Dott. Roberto Trunfio fb

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