Mar. Gen 26th, 2021

Il porto di Roccella sarebbe una “leva” da far valere ai fini dell’esito positivo dell’istanza

In tempi di Coronavirus viene difficile pensare al futuro, perché la stragrande maggioranza della gente non solo è oppressa dal timore di questa malattia ma è costretta anche a fare i conti con la crisi che si sta sviluppando e che in un territorio già precario com’è questo della Locride lascia intravedere ben poche vie d’uscita. Epperò ci viene da pensare che proprio in questo difficile momento potrebbe tornare d’attualità una vecchia aspirazione della Locride, che è quella dell’applicazione della Zes. È fuor di dubbio, ammesso che si possa applicare perchè le resistenze non mancano, che potrebbe essere un vero toccasana per l’intero comprensorio.

I sindaci della Locride su un argomento di così grande importanza dovrebbero esercitare la loro pressione per rivendicare con ogni sforzo possibile l’applicazione della Zes sull’intero territorio. L’importanza che questo strumento economico e sociale potrebbe avere per lo sviluppo della Calabria e significatamente della Locride che di questa Calabria è certamente l’anello più debole, sarebbe enorme. Non è certamente una cosa facile anche perché gli stessi sindaci sono già alle prese con una miriade di problemi che non hanno la forza di risolvere. È una battaglia, però, che converrebbe, anche se difficile.

La questione Zes è stata già sollevata in passato, tant’è che in tempi pregressi nella Locride non sono mancati convegni e incontri per mettere a fuoco l’importanza che questo importante strumento potrebbe avere per l’intero territorio. In passato, peraltro, c’è stato anche chi, come l’ex consigliere regionale Candeloro Imbalzano, che ha seguito da vicino il delicato problema, ha sottolineato che l’esclusione della Locride e in particolare delle zone a destinazione industriale, dallo Zes non trova alcuna giustificazione. Un’affermazione non di poco conto, arrivata a quel tempo da persona che per i suoi trascorsi politici, aveva profonde conoscenze del territorio calabrese e della provincia reggina, che testimonia che se c’era – e speriamo ci sia – un territorio da privilegiare a causa della precarietà delle sue condizioni, in netto contrasto con le grandi potenzialità che potrebbe offrire, è proprio quello della Locride.

Non bisogna dimenticare che sul territorio insiste, per esempio, il porto di Roccella, incredibilmente escluso dalla Zes. E il nuovo concetto di Zes (Zona economica speciale) individua proprio zone del Paese collegate ad una area portuale, destinatarie di importanti benefici e semplificazioni amministrative, tendenti a consentire lo sviluppo di imprese già insediate o che si insedieranno, con l’obiettivo di attrarre investimenti, anche esteri, di varia natura. E non è neppure il caso di ricordare che assieme alla presenza del Porto l’intero territorio della provincia ionica, da Melito a Monasterace, abbonda di possibilità culturali, turistiche e sociali che hanno solo bisogno di una giusta spinta per diventare produttive.

Con gli effetti negativi che certamente si porterà appresso il Coronavirus in un territorio già economicamente in ginocchio non guasterebbe che qualcuno pensasse a questa possibilità.

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