4 Dicembre 2020

Il Gup del Tribunale di Reggio Calabria ha condannato il presunto boss Giuseppe Commisso e assolto l’imprenditore Francesco Barreca, coinvolti nell’operazione “Metauros” della Dda che il 5 ottobre del 2017 ha colpito la cosca Piromalli e il business dei rifiuti di Gioia Tauro su cui aveva messo le mani, controllando raccolta, trasporti, smaltimento dei fanghi e manutenzione del termovalorizzatore. Dieci le persone coinvolte nell’inchiesta, otto delle quali sotto processo con il rito ordinario.

      Il Gup, secondo quanto ricostruisce la Gazzetta del Sud, ha inflitto a Giuseppe Commisso, detto “‘u mastru” e ritenuto dagli inquirenti uno dei capi dell’omonima cosca di Siderno, 10 anni di carcere, mentre ha assolto con formula piena dal reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, “perché il fatto non sussiste”, l’imprenditore Barreca, titolare della “BM Service Srl”, impresa addetta ai trasporti per conto della società che gestiva il depuratore Iam di Gioia Tauro.

      Sotto processo col rito ordinario restano Gioacchino Piromalli, detto l'”avvocato”, al vertice dell’omonima cosca della Piana; l’ex sindaco di Villa San Giovanni Rocco La Valle, coinvolto nella sua veste di imprenditore; l’avvocato Giuseppe Luppino, ex presidente del Cda di “Piana Ambiente”; tre imprenditori accusati di aver fatto da prestanome alle cosche; e una poliziotta, accusata di aver rivelato notizie riservate.

      (Lro/Adnkronos)

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO
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