2 Dicembre 2020

E in Pronto Soccorso di notte lavora un solo medico

Il comitato “DifendiAMO l’Ospedale” continua la sua battaglia a difesa del presidio di Locri, e dopo un’assemblea tenutasi domenica scorsa annuncia che è in programma «un incontro con l’Associazione dei Comuni della Locride, al fine di proporre ai rappresentanti degli enti locali di erogare, in solido, il versamento della somma sufficiente a garantire la funzionalità dell’elisoccorso dell’ospedale 24 ore su 24». È stata altresì votata all’unanimità l’adesione alla rete di associazioni e comitati “Comunità competente” con a capo Rubens Curia, insieme alla quale si terrà un’iniziativa sulle problematiche dell’ospedale e della sanità locridea sabato 14 marzo proprio a Locri.

«L’attività del comitato civico – ha ribadito la presidente Bruna Filippone – prosegue con maggior vigore, aprendo a nuove adesioni e procedendo nella linea tracciata sin dalla fondazione, basandosi sull’analisi di dati e documenti ufficiali da parte di figure professionalmente competenti al fine di formulare proposte utili e sostenibili, rimanendo distinto e distante da partiti e movimenti politici».

Nel corso dell’incontro il comitato ha ricordato le note inviate via PEC in prefettura e ai vertici regionali e provinciali della Sanità rimaste finora «senza risposta», e in particolare l’incontro chiesto ai vertici dell’Asp di Reggio prima del 29 febbraio «termine ultimo fissato per la presentazione del piano relativo al fabbisogno degli ospedali calabresi», visto che «il dato di maggiore criticità riguarda proprio i criteri in base ai quali saranno destinate le risorse professionali ai vari reparti».

Un piano che, quello stilato dalla triade commissariale, che «penalizzerebbe Locri che ha, rispetto a Polistena, indicatori di produttività valutati come inferiori dal punto di vista numerico». Dati, secondo il comitato “DifendiAMO l’ospedale” «falsati proprio dal fatto che la mancanza di primari e di medici in molti reparti di Locri riduce il numero delle prestazioni erogate».

Domenica sera si è poi parlato della funzionalità dell’elisoccorso, attualmente limitata agli orari diurni. Il mancato funzionamento notturno è dovuto al fatto che manca la convenzione coi Vigili del fuoco: per stipularla occorrono circa 30.000 all’anno. «Una somma ritenuta irrisoria – sottolinea la Filippone -specie se si pensa al numero di vite umane in più che si potrebbero salvare con un elisoccorso sempre funzionante. Ecco perché il comitato proporrà ai comuni locridei di farsene carico, lanciando un chiaro segnale a chi ha in mano le leve della sanità provinciale».

E intanto le criticità causate della carenza di personale, continuano ad essere gravi. Il turno notturno di domenica al Pronto Soccorso è stato garantito da un solo medico, mentre ad oggi non è stato ancora individuato il personale medico e infermieristico da impiegare nella tenda sistemata nel piazzale dove effettuare i primi accertamenti sui soggetti sospetti di aver contratto il coronavirus.

fonte gazzetta del sud

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