5 Dicembre 2020

Il dg del dipartimento Tutela della salute comunica il dato raccolto dal sistema predisposto dalla Regione. «Avvertiti sindaci e Asp per l’attivazione della sorveglianza attiva». I dati sui tamponi e il caso dei 60 medici in quarantena. «Finirà tra 2-3 giorni, speriamo tornino in servizio»

Quanti sono i calabresi rientrati dal Nord nel fine settimana? È la domanda che (quasi) tutti si fanno da sabato scorso, quando la fuga di notizie sul decreto emanato dal governo per istituire le nuove “zone rosse” ha provocato la fuga dalla Lombardia. La risposta, a margine di un incontro alla Regione, arriva dal diretto generale del dipartimento Tutela della salute Antonio Belcastro: «Nell’arco di meno di 24 ore, 2100 persone hanno auto-comunicato di essere rientrate dalla Lombardia o dalle 14 province. Si sono auto-censite, e noi abbiamo già inviato queste schede di censimento ai cinque dipartimenti di prevenzione delle Asp e ai sindaci dei vari Comuni perché venga attivata ala sorveglianza attiva come dice l’ordinanza del presidente e quindi la quarantena obbligatoria».

«ALTRI TAMPONI IN CORSO» «Non ci sono grossi problemi finora – dice il manager –, dalla lettura delle schede sono tutti asintomatici, ma la disposizione va rispettata e chi la infrange va incontro a sanzioni, ed era a tutela dei cittadini calabresi. Il nostro motto infatti è “contieni e distanzia”».
«Al momento – spiega il dg –, in Calabria su 225 tamponi effettuati e quindi su 225 persone sottoposte a tampone, 11 sono positivi e 214 sono negativi. Stamattina sono stati fatti altri tamponi, risultati negativi, e altri sono in corso adesso, potrebbe esserci qualche altra positività».

I 60 MEDICI IN QUARANTENA Riguardo ai 60 medici di medicina generale in quarantena nel Cosentino, il dirigente generale ha spiegato: «È un dato importante. Dalle analisi che fa il dipartimento di prevenzione è venuto fuori che sono stati tutti a contatto con un caso positivo accertato, ma l’aspetto positivo è che tutti e 60 fra 2-3 giorni completeranno i 14 giorni di quarantena e quindi, magari dopo aver fatto un tampone negativo, potranno rientrare in servizio. Abbiamo assicurato la continuità assistenziale ai loro assistiti chiedendo ai medici delle aree limitrofe di prenderli in carico per questi pochi giorni». (a.cant.)

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