STILO: DOPO L’INCANDIDABILITÀ PARLA MIRIELLO “RIMANGO SBALORDITO, PROPORRÒ L’IMPUGNAZIONE “

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Dopo l’ incandidabilità sancita dal tribunale di Locri parla l’ex sindaco di Stilo Giancarlo Miriello: “Mi dispiace che la massiccia produzione documentale esibita nel mio interesse non sia stata affatto esaminata. La motivazione del decreto appare ingannevole ed orientata in maniera unidirezionale. Il tutto è stato valutato “dando per scontato”. Si è preferito dar credito ad elementi documentali inconsistenti e parziali. Mi sorprende, ancor più, che lo stesso Tribunale, in recentissimi procedimenti aventi lo stesso oggetto, abbia deciso in maniera radicalmente opposta nonostante le analogie comportamentali “contestate”.
È stata la mia amministrazione, nonostante il parere contrario del Presidente del Tribunale di Reggio Calabria – Sez. Misure di Prevenzione, a disporre la demolizione dei cc.dd. Ecomostri; sono stato io a costituirmi parte civile in tutti i procedimenti penali contro la ‘ndrangheta e sono stato io ad intraprendere azioni concrete per l’assegnazione dei beni confiscati. Nel decreto del Tribunale di Locri si legge che l’agire amministrativo sia contrassegnato da irregolarità. Tuttavia, è nota la distinzione fra gestione politica e gestione amministrativa, risolvendosi la decisione di incandidabilità in un automatismo per effetto della carica ricoperta.
Dal decreto del Tribunale di Locri apprendo con stupore che a Stilo vi sia un castello Aragonese e che il sito non sarebbe accessibile per la presenza di bestiame vagante sul monte Consolino. All’uopo, rammento che appena insediatomi ho adottato una ordinanza di divieto tutt’ora consultabile sull’albo pretorio on line e, due anni più tardi, dopo varie segnalazioni da parte di alcuni cittadini, ho inoltrato ai Carabinieri di Stilo una nota con cui comunicavo il fenomeno di pascolo abusivo. Rammento che il Sindaco ha potere di emettere ordinanze ma non anche garantire lo sgombero delle zone eventualmente interessate dal predetto fenomeno.
A Stilo esiste un castello Normanno, non Aragonese, peraltro reso fruibile grazie ad un finanziamento ottenuto dalla mia amministrazione. Ogni anno è visitato da migliaia di turisti. Invito il Collegio che ha dichiarato la mia incandidabilità a recarsi presso il Castello Normanno e godere del panorama mozzafiato.
Apprendo anche, con altrettanto stupore, che le determinazioni dei Responsabili di Settore dovrebbero essere sottoposte al vaglio del Consiglio Comunale per spiegare la loro efficacia. Rimango sbalordito!
Unitamente ai miei legali, ho deciso di reclamare il decreto presso la Corte di Appello di Reggio Calabria soltanto per una questione di giustizia e verità, con la speranza che stavolta l’importante carteggio offerto dalla difesa sia quantomeno preso in visione. Proporrò impugnazione perché credo nella Giustizia. Credo anche che il popolo di Stilo non meriti di vivere ulteriori umiliazioni.
Con queste premesse appare difficile fare politica in Calabria e nella Locride, con il rischio concreto di allontanare anche i più giovani.”

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