SUPERIAMO LE POVERTÀ EDUCATIVE FACENDO RETE. UNA RISPOSTA DAL BASSO AL CORONA VIRUS

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Le scuole italiane, in forza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, rimarranno chiuse dal 4 al 15 Marzo del 2020. Questa scelta sarà stata dettata sicuramente da una validissima ragione.  Non è mia intenzione entrare nel merito, tanto per mancanza di competenze specifiche quanto per il rispetto nutrito nei confronti del lavoro compiuto in questi giorni dalle istituzioni e dalla comunità medico-scientifica. Vorrei però soffermarmi brevemente sugli effetti generati dalla sopraindicata scelta ed afferente alla questione sociale, vissuta in questi momenti dal segmento più debole del nostro tessuto sociale.

A questo punto, un mio vecchio amico avrebbe detto: “dobbiamo accendere il fuoco con la legna che abbiamo”. A tal fine, ed in modo costruttivo e mai polemico, diviene indispensabile attivare nel più breve tempo possibile quelle reti umane, presenti sul territorio ed afferenti al Terzo Settore, affinché possano essere previste nuove forme di inclusione sociale. In prima battuta, tale affermazione potrebbe far tremare i polsi a tanti, ma in realtà basterebbe poco: un computer ed una linea internet. C’è un limite da superare: purtroppo, ancora oggi, moltissime famiglie non possono permettersi ciò. Personalmente penso che non possiamo continuare a giustificare le criticità voltando pagina oppure girandoci dall’altra parte perchè il problema non ci riguarda in prima persona. Sarebbe troppo facile e poco inclusivo. In questo preciso momento storico, bisogna saper fare spazio nella mente, eliminando il superfluo e concentrandosi sulle priorità. Per gli ammalati occorrono le medicine, per i giovani è necessario predisporre l’inclusività. Perciò dobbiamo reagire, pensando principalmente ai deboli. Avrei perciò una proposta da esporre e condividere: in ogni Scuola, grazie ai vari progetti PON e POR realizzati nel tempo, sono stati allestiti laboratori informatici ed in moltissime casi, i computer sono portatili. I Dirigenti scolastici conoscono benissimo le singole dinamiche sociali presenti nelle loro scuole. Proprio a loro chiederei di voler agire mediante la sottoscrizione di un patto tra scuola e famiglia, teso ad assegnare un computer in comodato d’uso gratuito a quanti non possono permetterselo. Nel rispetto delle singole competenze e dei rispettivi ruoli istituzionali, chiederei al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed alla Presidente della Regione Calabria, inviando la presente proposta mezzo p.e.c., di voler valutare la possibilità di aprire un tavolo di confronto, anche mezzo videoconferenza, con tutte le compagnie telefoniche presenti in Italia,  affinché possa essere condivisa l’idea tesa a rendere possibile l’uso della connessione internet, utilizzando l’hot spot di qualsiasi telefono cellulare, in modo illimitato e per tutto il periodo nel quale la scuola sarà chiusa, ad un prezzo politico di soli 5,00 €. Ai Ministri dell’Università e dell’Istruzione, per il tramite del Presidente del Consiglio, spero possano giungere le rispettive comunicazioni tese a coinvolgere i Presidi della Facoltà Universitari ed i Dirigenti Scolastici affinchè sia perfezionato il patto di fiducia con i rispettivi discenti.

Quanto illustrato, per molti potrebbe essere pura utopia, ma personalmente ho colto, facendo mia, la valenza del discorso che il Presidente Mattarella ha voluto inviarci. In questa riflessione depongo un auspicio di valore dove la sintesi tra ieri è domani dovrà essere un rapporto legato da un filo sottile tra il mondo della scuola e la rete del Terzo Settore. Dalle nostre idee e dalla nostra capacità di reagire a questo brutto momento, potrà essere codificato il superamento di una fase dove la paura, l’incertezza e le difficoltà rischiano di ingigantirsi al punto tale da divenire nel tempo schiaccianti.

Destinare maggiori opportunità ai giovani e soprattutto ai disabili, significa stare accanto a chi è debole per costrizione e non per scelta. Il nostro è un grande Paese, perciò non ci è consentito dimenticare gli ultimi.

Dr. Francesco Rao

Presidente Dipartimento Calabria

Associazione Nazionale Sociologi

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