A MARTONE L’ACQUA NON È POTABILE.. L’OPPOSIZIONE SI RIVOLGE AL PREFETTO.

245

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL GRUPPO DI OPPOSIZIONE DI MARTONE SI RIVOLGE AL PREFETTO . A MARTONE L’ACQUA CONTINUA A NON ESSERE POTABILE. Sindaco del Comune di Martone Prof. Giorgio Imperitura Comando Stazione Carabinieri Di Gioiosa Ionica S.E. Prefetto di Reggio Calabria “Signor Sindaco, a circa un mese dalla sospensione dell’erogazione di acqua potabile, stiamo ancora assistendo ad un indecoroso e vergognoso balletto che ha come fine il solo scopo di riversare le responsabilità dell’accaduto. Non intervenire con la massima urgenza non può passare inosservato dalle autorità e dal Consiglio Comunale, i quali ognuno per le proprie competenze hanno il dovere di intervenire. Vista la mancanza di volontà nel convocare la massima assise cittadina anche a porte chiuse per una discussione costruttiva, rinnoviamo l’invito a provvedere nell’immediato all’acquisto ed alla distribuzione di acqua potabile fino a che il problema non sarà risolto. Proponiamo altresì la sospensione temporanea di tutti i tributi comunali e di non utilizzare parte degli aiuti Covid-19 per l’acquisto di acqua, come citato dal Suo Decreto Sindacale, bensì distribuirli equamente ai cittadini bisognosi di sostentamento alimentare. Questo è un momento angoscioso per i nostri cittadini, soprattutto per gli anziani che con l’obbligo di stare chiusi in casa, non sanno come provvedere ai beni di prima necessità ed in particolare di acqua, primo bene per eccellenza. Manifestiamo la nostra preoccupazione a tutela di questi ultimi perché ancora continuano ad ingerire il prezioso liquido dai propri rubinetti, non sapendo di fatto quali sono i rischi effettivi sulla salute vista la contaminazione radioattiva ed inconsapevoli dell’ordinanza ad oggi non ancora affissa. Stare a fianco degli ultimi ed utilizzare i fondi comunali per una giusta causa qualificherebbe di certo qualsiasi amministratore coscienzioso, questo è il momento di intervenire e non per spostare somme destinandole ad eventi scempiati come fatto in passato, ma per soddisfare un diritto sacrosanto dei cittadini. Siamo convinti che l’interruzione di un pubblico servizio non possa che avere risvolti di carattere penale, perciò scriviamo per conoscenza alle autorità competenti affinché portino alla luce tali responsabilità ed intervengano in tempi solleciti. Riteniamo siano stati lesi i diritti fondamentali dei cittadini con la violazione delle seguenti norme: 1. 331 del C.p. in materia di interruzione di pubblico servizio; 2. Decreto legislativo 31/2001 recante “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”, in particolare, l’art. 4 c. 2 sancisce che le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite e non devono contenere sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; 3. Dlgs 28/2016 che stabilisce i requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano; 4. Art. 452 c.p. in relazione all’ art. 444 c.p. punisce a titolo di colpa le condotte che, avendo ad oggetto sostanze destinate all’alimentazione, siano pericolose per la salute pubblica; 5. L’art. 32 dellaCostituzione Italiana, che sancisce la tutela della salute come ”diritto”. Rinnoviamo l’invito come consiglieri di minoranza a costituire quanto prima un tavolo tecnico per tamponare quanto menò questa situazione a nostro avviso inaccettabile, rimanendo a disposizione delle autorità di competenza per ogni forma di collaborazione fattiva. Martone, 08.04.2020 Marco Ameduri Nicola Limoncino Francesco Ientile

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.