CAULONIA, AMMINISTRAZIONE DELLA CITTA’ FUTURA. POPOLARITA’ A TERRA, SFILACCIAMENTO E SILENZIO.

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La crisi apertasi al Comune non può ridursi a un problema nominalistico di avvicendamento nella giunta di CANNIZARO E SCICCHITANO, A CUI ESPRIMO SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO. Il problema è politico ed è più complesso.

Fin dallo scorso mese di novembre avevo inviato una nota alla parvenza di Partito Democratico di Caulonia, offrendo disponibilità per un impegno e preconizzando quello che ora sta accadendo. Le stesse preoccupazioni, con la richiesta di passare da subito ad alcuni segnali significativi E DRASTICI, le avevo riproposte tra dicembre e gennaio scorsi, sempre in quell’ambito. Tutto senza alcun segnale serio e incisivo.

L’impressione, ed è più di un’impressione, è che nel pensiero di qualche politico cauloniese vi sarà sempre un Deus ex machina che da Reggio (una volta) o da Caulonia, intervenga per salvare e risolvere tutto. Oppure che i veri giochi li conducono i “generali” che al momento giusto richiamano i “soldati” e li mettono in riga.

ORA QUI VOGLIO PARLARE DI UNA PATOLOGIA CHE PENSO AFFLIGGE CAULONIA E CHE RITENGO SIA IL PREREQUISITO PER QUALSIASI DISCORSO DA FARE DOPO. ESISTE UNA TARA CULTURALE E PSICOLOGICA, EREDITARIA E CRISTALLIZZATA, CHE PORTA A NASCONDERE E A RIMUOVERE la narrazione della realtà. Narrazione verso se stessi e, OBBLIGATORIAMENTE, verso gli elettori e i cittadini. E’ LA DEMOCRAZIA BELLEZZA! Direbbe qualcuno. E’ LA “PARRESIA” DIREBBE L’ANTICO FILOSOFO: ovvero il dovere di parlare il linguaggio della verità da parte del politico nell’agone dell’AGORA’. OVVERO COMUNICARE, DIALOGARE, ASCOLTARE CON UMILTA’. Invece si è scelta la via dell’arroccamento, dell’autoreferenzialità e del SILENZIO. Questo non solo in questa occasione e non da ora. A lungo andare, come la storia, e la realtà dei fatti odierni dimostrano, questi atteggiamenti non pagano.

Aimè penso si tratti di una forma mentis, di un retaggio culturale, di pigrizia ma direi anche della paura di perdere la poltrona, e così la pratica democratica arranca. A tal proposito voglio dire che la poltrona dovrebbe essere presa con grande umiltà, cautela e con la disponibilità a perderla in ogni momento e mettersi sempre in discussione. POICHE’, SE QUALCUNO LO AVESSE DIMENTICATO, STIAMO PARLANDO DELLA COSA PUBBLICA. E non del cortile privato di casa.

Mi appello ai settori illuminati e di cultura del paese e dell’amministrazione, in modo trasversale e senza coloriture, affinchè si rifletta seriamente su questa mia riflessione. CAMBIAMO CULTURALMENTE O NON ANDREMO LONTANO.

Ritengo che bisognava affrontare la nuova era della “CITTA’ FUTURA” a viso aperto, a carte scoperte e nella trasparenza totale. Questa sarebbe stata le vera rivoluzione. Senza nascondere nulla e senza paura di perdere il posto. Anzi più ci si sarebbe messi in discussione e più ritengo la posizione si sarebbe consolidata. Mai come in questo caso l’omeopatia sarebbe stata SALUTARE.

Con questo non voglio dire che tutto sia perduto; ritengo vi siano ancora margini per recuperare e ripristinare il dibattito democratico e la prospettiva della “CITTA’ FUTURA”. AZZERANDO LA GIUNTA E RIPARTENDO ALLA LUCE DEL SOLE.

E neppure voglio dire che bisognava dare ragione a chi proponeva un’altra soluzione; quella dell’ “OFFICINA” e dintorni, tanto per intenderci.

P.S. Mentre scrivo vedo una presa di posizione dell’assessora Dimasi. E’ da apprezzare la sua disponibilità a tirarsi indietro, a meno che non sia di facciata. Ora attendiamo altrettanto dagli altri. Tuttavia, 1. La ritengo fuori tempo massimo. 2. Dichiarando che lo apprende dalla stampa Dimasi denota una sua macroscopica distrazione, dato che da molto tempo pure i sassi della via sapevano del dissenso di Cannizzaro e Scicchitano. 3. Spiazza la sindaca nel senso che quest’ultima non si è curata di informare non dico il paese, o la sua parte politica su cosa stesse succedendo ma neppure gli stretti collaboratori.

Appunto il silenzio e lo sfilacciamento. Come volevasi dimostrare.

Buon 25 aprile a tutti

Bruno Grenci 24 aprile 2020

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