Mer. Set 22nd, 2021

 giornalisti calabresi, in particolare quelli del cosentino, si stringono al dolore dei vigili del fuoco per la morte di Angelo Bonaventura Ferri, capo reparto del 115 di Cosenza e sindacalista della Uil. Dopo due settimane di ricovero all’ospedale Mater Domini di Catanzaro, il vigile del fuoco è deceduto a causa del Coronavirus.
Aveva solo 51 anni e lascia la moglie e l’intera famiglia nel dolore più profondo, insieme ai colleghi e a tanti operatori dell’informazione che, proprio in queste ore, lo stanno ricordando e celebrando. Questo perché Bonaventura Ferri, oltre che per il bene comune grazie alla divisa che indossava, si batteva anche per una corretta informazione e lo faceva in una maniera trasparente, tanto da avere un ottimo rapporto con i giornalisti del territorio.
Era il primo a fornire le notizie di pubblico interesse anche grazie a filmati che forniva direttamente a tutti i media. Voleva far capire il grande lavoro suo e dei suoi colleghi facendo in modo che anche i giornalisti non corressero stupidi pericoli inseguendo le sirene del 115.
Era stato, non a caso, delegato, dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Cosenza, ad avere i rapporti con i mezzi di informazione per fornire le comunicazioni ufficiali sulle attività svolte dagli uomini della caserma di viale della Repubblica e del territorio provinciale.
Non era un giornalista, Bonaventura Ferri, ma era come se lo fosse. Era, infatti, considerato “l’ufficio stampa” dei vigili del fuoco per i quali combatteva, da sindacalista, battaglie per la sicurezza e salari adeguati.
Tanti i messaggi di cordoglio da parte delle testate giornalistiche calabresi, compresa la Tgr Rai, che ha aperto il telegiornale delle ore 14 con un profondo e commosso ricordo di Bonaventura Ferri e del suo radicato rapporto con il mondo dell’informazione. (giornalistitalia.it)

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