3 Dicembre 2020
Prima tappa al “Pugliese” di Catanzaro per fare il punto sulla situazione con riferimento all’emergenza: “Servano dispositivi per proteggere coloro che lavorano”“Una cosa è certa: la battaglia verrà vinta, si tratta, però, di resistere e convivere con il virus per un periodo di tempo finché non avremo il vaccino”. L’ha dichiarato il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ai giornalisti a Catanzaro, prima tappa della sua visita in Calabria per fare il punto sulla situazione con riferimento all’emergenza coronavirus. Le misure di contenimento contro il coronavirus “sono state già prolungate fino a dopo Pasqua. In questo momento è prematuro dire altro, perché bisogna vedere l’andamento epidemiologico”.

Le avvertenze del vice ministro. “I risultati che abbiamo, però – ha aggiunto – mostrano che vi è un calo dei contagi, soprattutto di quei casi più gravi, che richiedono cioè l’ospedalizzazione. Quindi c’è un alleggerimento sulle terapie intensive. Sono sicuro che nei prossimi giorni continuerò a vedere il calo. La mortalità che osserviamo è ancora alta, ma chi muore oggi, purtroppo, è chi si è ammalato diversi giorni fa, quindi calerà anche quella. Poi vedremo di volta in volta le modalità per far ripartire l’Italia. La battaglia verrà vinta. si tratta, però, di convivere con il virus fino a quando non avremo il vaccino. Serviranno delle strategie per il post coronavirus, ma le cose fondamentali saranno: protezione per i lavoratori, individuazione di coloro che hanno avuto il virus e una ripartenza graduale per proteggere la popolazione compatibilmente con il controllo territoriale di eventuali altri focolai che potrebbero esserci fino a quando il virus sarà in circolo”.

Nord e Sud. “E’ chiaro – ha proseguito Sileri- che la gran parte del materiale è stato dirottato al Nord, dove c’è stata, a differenza del Centro-Sud, un’ondata spaventosa e quindi capite come la necessità lì sia davvero immediata. Certamente – ha sostenuto il viceministro della Salute – le cose più importanti nell’immediato devono essere anzitutto i tamponi: l’ondata nel Centro-Sud non è avvenuta come nel Nord, questo grazie alle misure di contenimento e di distanza che non hanno consentito la diffusione, ma qui credo che nell’immediato servano dispositivi per proteggere coloro che lavorano, soprattutto a livello sanitario, e tamponi per verificare i contagi, e poi – ha rilevato Sileri – è chiaro che servono i respiratori e il tutto il resto. Nell’immediatezza, comunque, proteggere gli operatori e i lavoratori è essenziale”.

Il commissariamento. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se la sanità in Calabria, oggi commissariata, tornerà in capo alla Regione, Sileri ha risposto: “In questo momento dobbiamo vincere la battaglia contro il Coronavirus. Serve maggior dialogo e coesione. I nodi vengono al pettine e devono essere sciolti e rimossi. Io sono qui – ha specificato il viceministro – per capire come possiamo ulteriormente migliorarci, dopo di che, in merito a sentenze e al resto, io credo che in questo momento bisogna sconfiggere questo nemico invisibili tutti insieme e cerchiamo di aiutare la Calabria e i calabresi migliorando le cose che non vanno, tipo carenza di tamponi, problemi con le Rsa, i percorsi. I problemi della sanità in Calabria sono preesistenti, lo sappiamo, è inutile nascondersi, ma – ha sostenuto Sileri – questo è il momento, è l’occasione, nel dramma, per rafforzare nell’immediato molte delle cose che non vanno”.

La visita in Calabria. “Non è un sopralluogo, è semplicemente un essere presenti per capire ciò che viene fatto, ascoltare le necessità per riportarle al centro, a Roma, per cercare di migliorare quello che dev’essere migliorato nell’emergenza”. Precisa il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri. “La mia visita – ha proseguito – è proprio per ascoltare direttamente quelle che sono le necessità. Ora vengono pubblicate on line le forniture, le carenze che ci sono state in tutt’Italia, non solo in Calabria”.

Il caso Chiaravalle. “Sicuramente non deve ripetersi una situazione del genere”. Ha aggiunto Sileri con riferimento alla vicenda della Rsa di Chiaravalle Centrale, diventata un “focolaio” di coronavirus in Calabria e finita al centro di numerose polemiche: finora, sono 8 gli anziani ospiti della Rsa vittime del Covid-19. Della vicenda di Chiaravalle – ha specificato – con il commissario Cotticelli. E’ stato gestito il trasferimento degli infetti, so che il commissario sta già facendo anche una verifica. E’ scoppiato un caso, ma dal caso bisogna proseguire e controllare tutte le situazioni affinché non si ripeta più una situazione del genere. Immagino che ci saranno le indagini, anzitutto di chi si occupa della sanità e poi ci saranno anche indagini della Procura e questo lo lasciamo alle loro valutazioni. Sicuramente – ha concluso il viceministro della Salute – non deve ripetersi una situazione del genere”.

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