4 Dicembre 2020

Sospetto caso di Covid-19 a Davoli Superiore. L’ospedale di Soverato non accetta la paziente che viene portata a Catanzaro. Sanitari e familiari mugugnano. E l’Asp fa di più: avvia un’indagine interna per valutare bene ogni aspetto della vicenda che risale alla giornata di ieri. L’esito del tampone arrivato stamattina è negativo. L’interrogativo che resta è sull’utilità degli ospedali che, pur dotati di tenda triage, rifiutano i pazienti, contribuendo a ingolfare il lavoro dell’ospedale “Pugliese”. A chi di dovere fornire la risposta. A noi quello di raccontare i fatti.

Tutto è iniziato ieri mattina con la telefonata al 118 per una donna che da dieci giorni presenta febbre senza desaturare. I sanitari della postazione di Montepaone arrivano sul posto, ma non possono caricare la paziente a bordo dell’autoambulanza, perchè non dotati di presidi adeguati. Nell’attesa si fanno le 14 e cambia il turno. I colleghi, finalmente attrezzati ad hoc, soccorrono la donna e via, a sirene spiegate, verso l’ospedale di Soverato, su indicazione della Centrale operativa del servizio di emergenza urgenza Suem 118 di Catanzaro.

All’arrivo la sorpresa: il pronto soccorso non accetta la paziente. Quindi, cambio di rotta, con codice bianco a Catanzaro per sospetto Covid. All’ospedale “Pugliese” si procede tempestivamente come sempre: la donna viene sottoposta a test dal Laboratorio di Microbiologia e Virologia. Questa mattina l’esito: negativo. L’esito che si attende adesso è quello dell’indagine interna avviata dall’Asp, sulla base della segnalazione giunta dall’ospedale di Catanzaro.

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