CORONAVIRUS: MANAGER RINGRAZIA INFERMIERI E MEDICI CON ANNUNCIO SUI GIORNALI

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Il top manager Rosario Rasizza, fondatore e amministratore delegato di Openjobmetis Spa, una delle Agenzie per il Lavoro più attive e ramificate del mercato italiano, ha rischiato di morire a causa del Covid-19. Ne dà notizia Klaus Davi, amico e consulente del manager lombardo, sul suo profilo Facebook (https://www.facebook.com/klausdavi2/). Rasizza era stato ricoverato all’Ospedale di Circolo di Varese, nel reparto di infettivologia, e il suo annuncio, per molti versi toccante ed emozionante, è di fatto un grande “Grazie!” al personale sanitario della struttura varesina che gli ha salvato la vita. Ma ecco di seguito il testo della lettera di ringraziamento di Rosario Rasizza, che qui si firma solo come “Il paziente della stanza 21”.
«GRAZIE: una parola semplice, di uso comune, ma se autentica e davvero riconoscente ha la capacità di racchiudere in sè una grande forza. Una parola che non smetterò mai di pronunciare pensando ai giorni trascorsi all’Ospedale di Circolo di Varese, in infettivologia, alle cure e attenzioni costanti che mi sono state riservate da tutta l’Equipe del Professor Paolo Grossi, Direttore del Reparto, nel mio percorso di guarigione da Covid-19.
GRAZIE PAOLO, hai fatto davvero tanto per me ed io per il momento non posso che dirti grazie di cuore!
Ma tutta l’Equipe significa tutto il Reparto: sia il personale sanitario come medici e infermieri, che il personale di assistenza e di servizi logistici come gli addetti alle pulizie e gli addetti mensa. TUTTI, nessuno escluso. È una malattia che ti toglie il fiato, a tratti la speranza, ti debilita il corpo, scuote lo spirito e che ti fa guardare in faccia la solitudine. Una solitudine che posso dire di aver avvertito più leggera proprio grazie ai vostri occhi e sguardi che raccontavano di sorrisi e di conforto. Non volete essere chiamati angeli, solo professionisti sanitari, ma quando le persone fanno il proprio lavoro con l’amore e la dedizione con cui lo fate voi, sempre in prima linea nonostante i rischi e le difficoltà, è veramente difficile parlare solo di professionisti: siete qualcosa di più, di molto più grande perché lo fate con il cuore! State lavorando a ritmi impensabili con immancabile e inesauribile senso del dovere. Mai mi sono sentito un caso clinico, ma una persona da guarire a cui restituire energia e coraggio. Se ora sono qui a scrivervi seduto alla scrivania di casa lo devo a VOI. È nelle situazioni straordinarie come questa che si riconoscono i veri professionisti, e hanno il VOSTRO volto. Sono i momenti difficili che ci fanno capire che le piccole attenzioni fanno la differenza, che i piccoli gesti possono essere molto IMPORTANTI. Con stima e affetto,
“il paziente della stanza 21″».

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