CORONAVIRUS, RESTA QUASI TUTTO CHIUSO. CONTE: “MES NON CI SERVE, PUNTIAMO AD EUROBOND”

282

Duro affondo a Matteo Salvini e Giorgia Meloni: “Sono stati entrambi irresponsabili. Non abbiamo sottoscritto nulla e puntiamo a un fondo di condivisione del debito”.

“Ho assunto questa decisione dopo aver sentito i ministri, il Comitato tecnico scientifico, Regioni, Province e Comuni, oltre che i sindacati. I segnali sono incoraggianti. I provvedimenti adottati dal governo stanno dando dei frutti. L’Italia sta diventando un esempio anche per altri paesi nelle misure di reazione. Non possiamo vanificare gli sforzi compiuti. Se cedessimo adesso, rischieremmo di perdere tutti i risultati positivi fin qui conseguiti. Potremmo dover ripartire daccapo. Dobbiamo mantenere alta la soglia dell’attenzione, anche adesso e per i prossimi ponti, compresi 25 aprile e 1 maggio. Siamo tutti impazienti di ripartire. L’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela. Questo risultato dipenderà dal nostro comportamento. Dobbiamo continuare a mantenere le distanze sociali. La proroga che disponiamo vale anche per le attività produttive. La tutela della Salute è al primo posto, anche se cerchiamo di ponderare tutti gli interessi in campo. La nostra determinazione è di allentare le misure per tutte le attività produttive per poter far ripartire il motore a pieno regime. Non siamo ancora in quella condizione. Vi posso promettere che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, alla luce delle raccomandazioni dei nostri esperti, provvederemmo di conseguenza”.  Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che va a ratificare un provvedimento già chiaro da qualche giorno. Dunque, tutti in casa ancora per circa venticinque giorni.

Novità. “C’è qualche variazione: riapriamo -sostiene il capo del Governo – cartolibrerie, librerie e negozi per neonati. Lo facciamo con ponderazione. Apriamo anche la silvicoltura, il taglio dei boschi e varie attività forestali. Non possiamo aspettarci che il virus scompaia del tutto. Siamo al lavoro per far ripartire il sistema produttivo in piena sicurezza”.

Due i pilastri della ripartenza: L’istituzione di un gruppo di lavoro di esperti e protocollo di sicurezza sul luogo di lavoro.

Nel primo caso vi saranno esperti a dialogare con il Comitato tecnico scientifico in modo da avere la possibilità di modificare le logiche dell’organizzazione del lavoro, ripensare modelli organizzativi di vita economica e sociale. Il gruppo di esperti sarà presieduto da Vittorio Colao e annovera geni che abbiamo prestato all’estero.

Il protocollo per la sicurezza sui luoghi di lavoro lo abbiamo già siglato con le parti sociali. E’ la nostra bibbia che il Comitato tecnico scientifico sta rafforzando. Consentirà la ripresa con sicurezza delle attività produttive. Le aziende possono approfittare per sanificare i luoghi di lavoro predisponendosi per la corretta applicazione delle misure di protezione. Lo aggiorneremo e lo diffonderemo come fatto nella precedente versione. Dipenderà tutto dai datori di lavoro e dai comportamenti dei lavoratori. Dobbiamo contenere l’indice di contagio. Non possiamo permetterci una ricrescita della curva di contagio. Dobbiamo anche ripensare la logistica e i trasporti e capire come incentivare gli spostamenti evitando mezzi che evitano assembramento.

L’Europa. “Saranno necessari 1500 miliardi di euro -ha sottolineato Conte – per fronteggiare l’emergenza che è la più significativa dal Dopoguerra. Le proposte che ieri sono state messe sul tavolo dai leader dell’Eurogruppo sono un primo passo. Il ministro Gualtieri ha fatto un gran lavoro. Bisogna costruire qualcosa di ancora più ambizioso. Serve Fondo finanziato con la condivisione economica dello sforzo. La potenza di fuoco deve essere proporzionata alle cifre richieste ad un’economia di guerra e deve essere disponibile subito. Se arriveremo tardi sarà insufficiente. Le proposte dell’Eurogruppo contengono lo schema assicurativo europeo per la disoccupazione. E’ una cassa integrazione di 100 miliardi e un potenziamento della banca europea degli investimenti. Ma il nostro strumento è l’Eurobond. Lo riteniamo il più adeguato per questa emergenza”.

Mes ed Eurobond. “Si propone una nuova linea di credito senza condizionalità collegata al Mes. Su questo punto – ha sbottato Conte – si è levato un dibattito legittimo e vivace. E’ un segno di maturità e di sana democrazia. Il governo interloquirà tempestivamente con il Parlamento. E’ importante che questo dibattito si sviluppi senza falsità. Devo dunque precisare che il Mes esiste dal 2012 e non è stato istituito ieri come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni”. E ancora: “Questo governo non lavora con il favore delle tenebre, guarda negli occhi gli italiani. In secondo luogo, su richiesta di alcuni stati membri l’Eurogruppo ha lavorato a questa proposta della linea di credito totalmente nuova rispetto a quelle esistenti. Infine, per essere chiari, l’Italia non ha firmato alcuna attivazione del Mes. Non ne ha bisogno. Lo ritiene completamente inadeguato all’emergenza che stiamo vivendo. C’è un intero paragrafo che è destinato a raccogliere la prospettiva degli Eurobond. Sono affermazioni di principio. Dobbiamo lavorare in questa direzione, ma lo abbiamo messo nero su bianco e gli altri Paesi hanno dovuto accettare non di esplorare per il futuro ma per lavorare adesso per introdurlo”.

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.