LOCRIDE, ECONOMIA AL TAPPETO

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In un momento decisamente triste per ogni cittadina della Locride la sequela delle saracinesce abbassate è certamente una immagine simbolo di questo delicato periodo. Anche se si comincia a parlare con una certa intensità della fase 2 e, quindi, della possibile riapertura delle attività viene spontaneo chiedersi cosa c’è dietro l’angolo della violenta crisi economica ormai latente. Quanti negozi non riapriranno ? E se lo faranno con quali prospettive ? Lo stesso mondo produttivo della Locride, nei giorni scorsi attraverso il Corsecom, presieduto da Mario Diano, ha diramato un comunicato stampa in cui affermava che ” Il timore della retrocessione è dietro l’angolo”. E, in un territorio come questo della Locride da sempre in ritardo di sviluppo rispetto al resto dell’Italia è certamente chiaro che la “ricostruzione” sarà, quì, molto piu’ difficile che in altri luoghi. Nella sostanza, precisava il documento diffuso che faceva anche appello ad una necessaria sinergia tra mondo produttivo e organismi istituzionali la drammatica situazione che si è creata, con le chiusure determinate dal Coronavirus, minaccia di diventare irreversibile per l’economia del territorio. Una verità indiscutibile alla luce anche del timore che si continuino a tollerare ulteriormente ritardi nella realizzazione di lavori pubblici già finanziati o in fase avanzata di programmazione che potrebbero in qualche modo dare una boccata d’ossigeno all’economia. Esiste la necessità,infatti, di far arrivare liquidità anche per consentire un riavvio delle attività ed evitare che chi si trova oggi con il negozio chiuso abbia il timore di riaprire. Da qui la necessità che si predisponga qualche Piano Operativo a breve e medio termine, che sia chiaro e concreto, e che guardi anche al futuro. D’altra parte in una realtà come questa della Locride, oggi piu’ che mai gravata da una estrema emergenza economica basta poco perchè arrivi la recessione e che venga vanificato tutto il lavoro che gli imprenditori locali, quelli che realmente agiscono sul campo, hanno fatto in questi ultimi anni. Ci viene subito da pensare, anche, a quale sarà il futuro degli imprenditori turistici e di quelli balneari in particolare. Gente, peraltro, che viveva da un anno all’altro solo con il lavoro estivo e che, adesso, a poco piu’ di due mesi dall’inizio della stagione non sa ancora cosa succederà. Diceva bene il documento del Corsecom “la Classe Dirigente locale deve dimostrare capacità, maturità’ e compattezza e creare le condizioni per creare una struttura di coordinamento che sia capace di chiedere con forza che la programmazione non continui a restare solo sulla carta e pretendere le adeguate attenzioni da parte delle Istituzioni superiori”. E’ un invito da condividere ma resta la necessità, però, che si faccia in fretta perchè altrimenti saranno parecchie le attività che non riapriranno battenti.

ARISTIDE BAVA

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