Sab. Mag 8th, 2021

La scienza é scienza e la lasciamo agli Esperti come Tarro e a Montagnier.
Molto rispetto invece per il mio grande amico Delgado che con la sua autorevolezza ha pieno diritto e facoltà di giudicare lo scienziato francese,che “si’ è vero che è stato premio Nobel,ma con l’età comincia a perdere colpi”.
Lo stesso Tarro quando afferma che in Calabria il “ modello” di gestione imposto dai vertici della Regione ha funzionato perfettamente ;avrebbe dovuto affermare che è stato tutto merito dei Calabresi i quali con grande responsabilità hanno osservato le regole imposte , coscienti di una Sanità Calabrese che non avrebbe retto l’urto dell’eventuale epidemia da Covid19.
Vorrei pero’ per un attimo anch’io partecipare alle dissertazioni dei vari luminari della scienza che con i loro comunicati ,spesso contraddittori, ci portano a credere teorie che sono tutto ed il contrario di tutto, Questo tipo di comunicazione divulgativa crea confusione specie in chi ,come noi ,non possiede gli stessi strumenti per confermare o inficiare tali osservazioni.
Desidero esprimere una mia personale opinione sul Coronavirus maturata dai numerosi contributi scientifici fin qui offerti.Ho pensato alle malattie genetiche con il concetto di genotipo e fenotipo.
Una stessa malattia genetica non si manifesta allo stesso modo in tutti i pazienti affetti .
A genotipo uguale corrispondono fenotipi diversi .
Per quanto riguarda il Coronavirus abbiamo tutti visto che i soggetti che contraggono la malattia presentano quadri clinici diversi :
soggetti addirittura asintomatici o paucisintomatici ,
soggetti sintomatici ,ma che non hanno necessità di terapia intensiva
soggetti che sviluppano una sintomatologia grave che porta, con meccanismi noti, all’exitus.
Il CORONAVIRUS quindi da solo, non definisce o determina una espressione clinica uguale negli individui affetti ;la combinazione e l’interazione di fattori costituzionali da una parte e fattori esterni dall’altra (ambientali ,climatici,co-patologie,ecc,ecc) ne condizionano il quadro clinico.
Le mie considerazioni potrebbero essere oggetto di discussione ; sicuramente ci saranno risposte adeguate quando ,a pandemia esaurita,conosceremo realmente tutti i meccanismi che hanno determinato la diversa espressività clinica della malattia.

 

Roberto Tunfio

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