Sab. Mag 15th, 2021

In questa grave ed inaspettata emergenza da Covid-19, ogni cittadino ha avuto modo di farsi un’idea della gravità della situazione, di quanto la diffusione del virus sia stata sottovalutata in alcune regioni dove i cittadini e, soprattutto, gli anziani hanno pagato un prezzo altissimo, di quanto sia difficile coniugare la salvaguardia della salute con il dramma del danno economico vissuto da migliaia e migliaia di famiglie. In altri Paesi, come ad esempio negli USA, dove la pandemia è stata ancor di più sottovalutata, i morti da Covid-19 sono già arrivati a 60.000. Un numero impressionante di persone decedute per il prevalere di interessi economici sulla protezione della salute. In questa seconda fase dell’emergenza Coronavirus tutto il mondo scientifico ci avverte, attraverso giornali e continui messaggi televisivi, che questa è la seconda fase dell’epidemia, non la fine della epidemia. Il Governo, in tal senso, ha emanato alcune precise direttive, fissando al 4 maggio, se la situazione epidemiologia lo dovesse consentire, la ripresa graduale delle attività, nel rispetto sempre delle misure di distanziamento sociale.

In Calabria, con una inaspettata ordinanza regionale, poco coerente con quanto finora detto e fatto, e soprattutto, palesemente illegittima in quanto anticipa ed estende le misure adottate dal Governo, la Governatrice Santelli ci comunica che, già da subito, è possibile la ripresa di alcune attività. La fiducia nei cittadini, che sino ad oggi sono stati molto rispettosi delle regole, è il criterio che ha fatto cambiare opinione al governo regionale. La Governatrice forse dimentica che la razionalità strategica della fiducia e la razionalità della conoscenza, nella situazione attuale, non possono andare d’accordo. La gestione dell’emergenza Covid-19, che ha completamente sconvolto il modo di vivere delle persone e causato tantissime vittime, non può razionalmente, basarsi sulla “strategia della fiducia”. La nuova ordinanza regionale rischia di compromettere i sacrifici sinora fatti e, sopratutto, rischia di confondere i cittadini e di indurli a comportamenti sbagliati. Una pandemia nuova, un virus di cui si conosce ancora molto poco e per il quale non disponiamo di cure specifiche, i palesi errori di gestione commessi in altri territori proprio per la mancanza di conoscenze, ci impongono, come sottolineato da tutto il mondo scientifico, di adottare il criterio della razionalità della conoscenza e della massima prudenza. Ci si chiede: qual è la necessità e l’urgenza di antipare alcune misure rispetto ad un percorso già delineato dagli esperti a livello nazionale? La Governatrice Santelli forse dimentica, avendolo lei stessa affermato in numerose occasioni, che la Calabria non è nelle condizioni di potersi avventurare in “esperimenti d’azzardo” considerata la criticità, da tutti riconosciuta, della nostra sanità. E, soprattutto noi, cittadini della Locride, sappiamo benissimo quali sono le capacità di risposta all’emergenza del sistema sanitario locale. Abbiamo dovuto aspettare due mesi, precisamente il 16 aprile, per avere il Piano di emergenza dell’ASP; sono state necessarie ripetute sollecitazioni da parte dei cittadini per cominciare a vedere la separazione dei percorsi assistenziali tra pazienti sospetti Covid e pazienti non-Covid; per non parlare degli inaccettabili tempi di attesa per avere la risposta dei tamponi. L’iter procedurale, dopo tanto penare, è finalmente partito, ma non sappiamo quanto tempo sarà ancora necessario perché l’obiettivo venga effettivamente raggiunto. In questo momento non abbiamo bisogno di fughe in avanti. Per la nostra comunità serve il massimo della razionalità per rispondere ad una crisi che sta mettendo a dura prova ogni aspetto della nostra vita e della nostra economia.

Il Movimento politico LocRinasce

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