5 Dicembre 2020

Egregio Presidente Giuseppe Conte,
se proprio si deve morire preferisco farlo da Vigile del Fuoco combattente con dignità, onore ed a testa alta e per scelta e mano del Dio dei cristiani, ma mai preferirò morire “precarizzato” con disonore e calpestato per scelta e mano dell’uomo, quella sua stessa mano che ha posto la firma per la condanna a morte senza “diritti”, già Presidente senza diritti, poiché quelli come noi invisibili, sfruttabili e servitori del popolo italiano ad intermittenza continua non faranno mai abbastanza rumore e saranno per Lei e per tutti morti bianche.
Presidente Lei in questa fase emergenziale ha tutelato, salvaguardato e pensato all’equilibrio, alla stabilità e alla dignità per ogni singola categoria nazionale, ma si é dimenticato proprio della dignità e dei diritti di chi lavora per lo Stato Italiano ad intermittenza continua, ed é per questo che siamo delle pedine utili ma invisibili.
Qualcuno deve pur sopperire alle grandissime carenze di organico che nessuno riesce a gestire e noi siamo fieri di farlo, ma crediamo che finalmente sia arrivato il momento che qualcuno ci consideri con la dovuta importanza, ma soprattutto è arrivato il momento che Lei capisca che nel soccorso tecnico urgente non si gioca a fare i “conti”, c’é solo la realtà che ti sbatte in faccia.
Presidente ci ritroviamo “BLOCCATA” per mano sua una procedura di stabilizzazione attiva (specificandoLe che per colpa di questo sistema il personale permanente espleta quotidianamente un surplus di lavoro composto da ventiquattro ore e oltre!), quando si poteva trasformare come già successo per altre tipologie emergenziali (Aeroporto Cuneo, Lipari, ecc…) L’ ASSUNZIONE DIRETTA, poiché siamo già operativi e c’é bisogno di noi sempre ed in molte situazioni di più.
Nonostante continuiamo ad essere umiliati, noi continueremo a camminare mentre il resto del mondo ci sta uccidendo nel silenzio bianco, perché l’unica cosa che nessuno potrà mai comandare, neanche Lei, é la storia di ognuno di noi, quello che Lei può fare è scrivere un percorso degno di essere vissuto per ognuno di noi precari Vigili del Fuoco.

NONVIDIRÓCOMEMORIREMOVIDIRÓCOMESIAMOVISSUTI

l’ultimo ed insignificante Vigile del Fuoco, per servirla.

Silipo Giancarlo Catanzaro, 19/04/2020

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