MIMMO LUCANO, ‘PREFETTURA EROGHI I FONDI ACCOGLIENZA MAI RICEVUTI’

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L’appello dell’ex sindaco di Riace, ‘non chiediamo elemosina, solo quanto dovuto, il mancato contributo del 2017’

Nel ‘villaggio globale’ di Riace, una volta cuore del ‘modello’ costruito da Mimmo Lucano, vi vivono ancora 80 migranti. Famiglie con bambini tra somali, eritrei, nigeriani, indiani, pakistani. Sono rimasti “lì perché non hanno altro posto dove andare”; sono rimasti dove sono stati accolti “senza che si sentissero stranieri”. Sono rimasti “per crescere i propri figli, accettando oggi una maggiore ‘invisibilità’ visto che il Comune non prevede alcuna attività sociale a loro favore e dopo che è stata azzerata tutta la storia dell’accoglienza. Sono rimasti nonostante le difficoltà economiche, specie degli ultimi anni”. L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano si fa ancora una volta portavoce degli ‘ultimi’ del piccolo centro della Locride perché vengano erogati i fondi del 2017, che proprio alla fine di quell’anno furono bloccati dal ministero dell’Interno. “Stiamo aspettando che la Prefettura di Reggio Calabria ci saldi quanto dovuto per il 2017. Non stiamo chiedendo elemosina o una misura aggiuntiva – sottolinea l’ex sindaco di Riace all’Adnkronos – ma solo il contributo dovuto. Sarebbe anche un atto di solidarietà, in un periodo difficile come quello odierno, per gente che non ha di come vivere e crescere i propri figli”. “Trovo inspiegabile tale comportamento, tra l’altro nonostante i solleciti, dalla Prefettura non è mai arrivata alcuna una risposta. La gente del ‘villaggio globale’ è in enorme difficoltà. Ieri il Banco Alimentare della Calabria ha fatto arrivare beni di prima necessità dimostrando una grande generosità e ringrazio di cuore. Ma ci sono ancora molti debiti da pagare, i fondi pubblici darebbero un po’ di respiro a quella povera gente”, evidenzia Lucano ricordando che negli ultimi tre anni è stato possibile andare avanti grazie a raccolte solidali come quella avviata, per esempio, dalla Fondazione ‘E’ stato il vento’, creata appunto per rilanciare senza fondi pubblici i progetti di accoglienza e integrazione a Riace. O grazie al sostegno della Banca Etica. “Non bastano i cartelli dell’accoglienza cancellati, il ‘modello Riace’ vuole essere distrutto in tutto e per tutto, anche dal punto di vista economico, benché ora vi siano rimaste solo poche persone nel ‘villaggio globale’, luogo che pulsa di umanità. Propaganda a parte, comunque lo voglio dire, l’accoglienza non si è mai interrotta anche grazie a quei pochi che operano qui in favore degli ultimi. Da ex sindaco di Riace chiedo solo il dovuto: il mancato contributo del 2017. La mia vicenda giudiziaria non c’entra nulla. Non c’entra con i servizi realizzati e svolti a Riace a favore dei migranti accolti. Oggi più che mai – conclude rinnovando l’appello – c’è la necessità di creare opportunità per chi non ha più nulla, per chi tenta solo di ricostruire una vita. La Prefettura risponda”.

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