4 Dicembre 2020

In riferimento al contenuto di un video inerente il percorso individuato presso l’ex astanteria del presidio ospedaliero locrese – e diffuso mediaticamente – si presentano come opportune alcune precisazioni, con l’esclusiva finalità di purificare la via da probabili equivoci.

L’incompetenza e l’incoscienza, distribuite strategicamente in persone che – seppur animate da buoni propositi – finiscono col fornire indicazioni ed analisi fuorvianti, ingenerando confusione nei Cittadini, avallati da quanti ritengono (non si comprende poi il perchè) di saperne più di tutti gli altri, rischia di sfociare nell’intollerabile.
Il percorso che è stato individuato all’interno dell’Ospedale civile di Locri, possiede l’esclusiva finalità di condurre, in un luogo sicuro e confortevole, quei pazienti in attesa di valutazione e destinazione verso i reparti di appartenenza clinica.
Per essere precisi, non si tratta di un “percorso Covid-19”, bensì di una precauzione aggiuntiva nei confronti dei pazienti collaterali recatisi al Pronto Soccorso perchè bisognosi di cure, soggetti i quali pur asintomatici – e dunque possibili ignari portatori del virus – verranno sottoposti a screening sanitario ovvero al famigerato Tampone.
L’iter previsto comporterà l’allocazione presso i locali dell’ex Astanteria, in modo da donare a queste persone la giusta dignità durante l’attesa di ricevere ricovero presso i reparti dedicati e nell’attesa della comunicazione dell’esito dello screening, oltre naturalmente a garantire maggiore sicurezza all’interno dell’intero presidio.
La scelta coinvolge un mix multifattoriale di diritto alle cure in un ambiente protetto e sicuro, privacy e dignità personale dei pazienti che non saranno costretti ad attendere su poltrone o barelle del Pronto Soccorso ed anche gli operatori sanitari beneficeranno di maggiore tranquillità operativa.
Quello che forse non è stato recepito dai soggetti che si ergono a paladini di una sanità carente e bisognosa di competenza e riorganizzazione, anzichè visibilità mediatica e da social, è come il percorso per coloro che presenteranno sintomi da contagio Covid-19 (quali febbre, rinite, tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, polmonite) sarà totalmente diverso poichè condurrà dalla tensostruttura direttamente verso l’ala sinistra di accesso al Pronto Soccorso, precedentemente isolata.
La confusione è stata ingenerata forse dal non discernimento tra pazienti sintomatici e quindi sottoposti a tampone per sospetta infezione da coronavirus (percorso dedicato) e pazienti comuni, i quali a scopo precauzionale prima di essere introdotti nei diversi reparti di competenza, saranno comunque sottoposti a screening di verifica.
Stiamo attraversando una fase critica tanto sotto il profilo sanitario, quanto quello sociale che, infine, economico.
Il contributo di tutti è fondamentale e ciascuno deve fare la propria parte, tuttavia bisognerebbe partire da un presupposto diametralmente opposto a quello col quale alcuni stanno procedendo ovvero la deviazione del senso costruttivo e consapevole di chi lavora scientemente, per migliorare le carenze di un sistema sanitario da trincea.
Non bisogna scadere nei facili populismi, su tematiche che intuitivamente conferiscono consensi sociali ed assumendo atteggiamenti incauti, che potrebbero rappresentare strumenti di veicolo dell’epidemia.
Perchè il rischio è quello di abusare del senso di affidamento sociale.
Quello di cui abbiamo bisogno è altro, come ad esempio ampliare la conoscenza effettiva prima di divulgare e stravolgerla.

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