RIAPRIRE L’EX OSPEDALE DI SIDERNO E ATTENZIONE AL VIRUS DI RITORNO

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Medici della Locride, decisamente in trincea in questo particolare momento , ma anche attenti alle problematiche sociali che si accompagnano all’impatto presente e futuro con il Covid 19 nell’ambito di un sistema sanitario certamente non ottimale . Riportiamo le considerazioni di due autorevoli esponenti della sanità Locridea su argomenti di estrema attualità quali la possibile riapertura dell’Ospedale di Siderno e il pericolo del Covid 19 di “ritorno”. Emmida Multari, apprezzata cardiologa presso l’ Ospedale di Locri ha le sue idee sull’ex ospedale di Siderno e afferma ” Rimettere a posto Siderno con l’impostazione originaria della Casa della Salute, consentirà una riutilizzazione in tempi rapidi ad emergenza sanitaria conclusa. I Centri Covid individuati dalla Regione sono gli Ospedali Hub. E questo è un dato. Siderno potrebbe inserirsi molto efficacemente nel contenimento della propagazione del Virus come Struttura di Accoglienza per Pazienti positivi ma asintomatici ( che non possono effettuare a domicilio un serio Isolamento per spazi abitativi ristretti), oppure per Pazienti con sintomi lievi che non necessitano di cure ad elevato impegno sanitario. Certo, anche questo va ben preparato per avere personale dedicato con adeguati presidi di protezione individuale. Questo si può e si deve fare”. Giovanni Condemi , responsabile del reparto di Oncologia di Locri, che è anche impegnato socialmente su scala nazionale afferma ” Penso che oggi bisogna mutare logica di approccio alla gestione sulla sanità. Fino ad ora Mi sentivo paladino insieme al gruppo Gimbe di Nino Cartabellotta (Bologna) con lo slogan :“ salviamo il sistema sanitario nazionale “ ; dopo l’improvviso, seppur atteso evento Covid-19, gli scippi, gli strappi, le decurtazioni economiche, e l’illogicità su scelte manageriali discutibili e azzardate, oggi credo che questo slogan debba essere rinnovato/cambiato? in ” Rifondiamo il S,S, n° 1″. Facciamo, poi attenzione al Covid-19, di ritorno. Attenzione a nuovi eventi come quest’ultimo, nelle sue varianti. Il genere umano, più di alte specie sul pianeta, è fragile, l’unica possibilità è quella della prevenzione nell’ambito di un riposizionamento delle scelte , forse anche di un parziale ritorno ad un passato, neanche tanto remoto, ma più logico!”

ARISTIDE BAVA

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