4 Dicembre 2020

In prima linea nonostante il coronavirus. Ancora una volta il noto cardiochirurgo di origini sidernesi Gaetano Gargiulo e la sua èquipe dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, ha fatto parlare la stampa nazionale per un eccezonale intervento che ha “duplicato” il trapianto di cuore da lui stesso effettuato sette anni addietro, sul fratello gemello del giovane a sua volta sottoposto adesso al trapianto di cuore.
I fatti. Il dottor Gargiulo, il primo maggio del 2013, aveva applicato un cuore nuovo a un adolescente di Terni di nome Luca, dopo una degenza lunga circa un anno trascorsa dal paziente attaccato a un cuore artificiale. A distanza di sette anni la stessa malattia ha colpito il fratello gemello di Luca, Mirko, oggi 15 anni. Pareva che il coronavirus dovesse complicare tutto ma per fortuna, oggi come allora, è scattata la catena della solidarietà e si è trovato il nuovo cuore compatibile.
«Avevo operato Luca sette anni addietro per una cardiopatia dilatativa – racconta Gargiulo – una malattia piuttosto rara. Allora abbiamo temuto il peggio perché c’era anche la necessità di un cuore compatibile e il ragazzo, che allora aveva poco più di sette anni era tenuto in vita, ricoverato in ospedale, solo da un cuore d’acciaio. Un’attesa molto lunga ma quando stavamo perdendo le speranze è arrivato il cuore compatibile, ed è andato tutto bene, tant’è che oggi Luca conduce una vita normalissima. Luca aveva un gemello, appunto Mirko, e già allora non avevamo escluso la possibilità che potesse avere la stessa malattia. Tutto, però sembrava andare per il meglio. Invece, nell’ultimo anno, i suoi genitori si sono resi conto che anche in lui c’erano i segni della stessa malattia, e hanno portato il ragazzo in ospedale dove, in reparto, il problema è stato confermato dal collega Luca Ragni, cardiologo pediatrico. Entrambi i gemelli soffrivano di cardiomiopatia dilatativa, una patologia genetica che fa perdere forza contrattile al cuore, che si dilata sempre di più fino a che il paziente va in scompenso cardiaco. Luca era stato operato dopo essere stato per un anno attaccato, in ospedale, al “Berlin Heart”, un cuore artificiale esterno. Mirko dopo una serie di cure è stato, invece, rimandato a casa in attesa di un cuore nuovo. Un’attesa finalmente terminata con l’annuncio che c’era un organo compatibile proprio in questo delicato periodo di coronavirus. Una grande fortuna di questi tempi. I colleghi Lucio Careddu e Ciro Amodio – conclude il cardiochirurgo sidernese – hanno provveduto all’espianto dell’organo e si è dato il via alla delicata operazione». Un intervento perfetto, eseguito dall’èquipe di Gargiulo (Emanuela Angeli, Andrea Quarti e Francesco Petridis con l’anestesista Antonietta Fucà), e il ritorno alla vita del giovane Mirko, in pieno periodo di Coronavirus.

ARISTIDE BAVA

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