3 Dicembre 2020

Chi l’avrebbe mai detto che la sanità calabrese, tanto martoriata, vituperata e ridotta ai minimi termini da una politica scellerata e miope avrebbe fatto parlare di se non per nuovi casi di malasanità ma per un’attività sanitaria legata all’emergenza coronavirus, del tutto “meritoria e solidale” e, allo stesso tempo, densa di positivi significati sociali? una solidarietà intrisa di buon senso, professionalità e umana fratellanza con chi, in questo delicato e drammatico momento, sta vivendo la difficile battaglia contro il “nemico invisibile”, un nemico che già dal nome mette paura essendo simile a quello di una testata nucleare…Covid-19! E’ il caso dei due pazienti contagiati da coronavirus che sono stati trasferiti, lo scorso 19 marzo, dal nord-Italia (uno da Bergamo ed uno da Cremona) all’ospedale civile “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro e che dopo un periodo di cura e degenza sono ritornati in Lombardia guariti dal virus. Purtroppo, ancora una volta, la “Calabria e la calabresità” sono stati messi da parte dai media e l’evento non ha avuto il giusto e meritato risalto, al contrario di quanto accaduto, invece, in altre regioni del sud. Eppure si pensava che con l’insediamento della nuova governance regionale a guida Santelli (FI), ogni occasione sarebbe stata buona per esaltare la regione dei bronzi invertendo di fatto un trend negativo che ci penalizza e che dura ormai da diversi anni, ma così non è stato.

In soli tre mesi di governo, la Giunta di centrodestra, ci ha fatto capire subito su quale binario intendono far marciare il treno Calabria, un treno che corre veloce ma che va, purtroppo, nella direzione sbagliata realizzando di fatto uno spoils system che mira soprattutto a non far rimanere nessuno a piedi. Per questo, a quanto pare, la Giunta regionale si appresterebbe ad istituire una nuova Commissione con il compito di occuparsi di affari europei, dimenticando che la stessa è già inglobata all’interno della 2^ Commissione “Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero”. Il giochino, che a conti fatti costerebbe circa 500 mila euro, dicono voci di corridoio, sarebbe stato creato ad hoc per soddisfare l’esigenza di occupare tutte le poltrone all’interno della maggioranza, in maniera che nessuno debba rimanere in piedi e con il cerino in mano. Quindi, perché dare corso ad un simile sperpero di denaro pubblico? non sarebbe più opportuno investirlo in ambito sanitario, scolastico, o per alleviare il disagio di tantissime famiglie bisognose?…noi diciamo di si!

Questo, comunque, è solo l’ultimo atto di una politica che continua ad essere colpevolmente lontana dai cittadini e dai suoi bisogni; non dimentichiamoci, infatti, che si era iniziato con la nomina dell’Assessore all’ambiente, il fantomatico Capitano “Ultimo” che nulla ha a che vedere con la Calabria e con i calabresi, la sua nomina ha destato non poco clamore, qualcuno al momento dell’annuncio ha dichiarato: “Questa nomina certifica la morte della politica che è sempre più impotente e si deve affidare a sceriffi e super poliziotti“.

Poi a seguire, con l’inizio dell’emergenza coronavirus, le difficoltà nel gestire l’emergenza sanitaria: tende per il pre-triage allestite in prossimità delle strutture ospedaliere ma prive di personale e di ogni minimo supporto medico; reparti Covid-19 che sembrano come la tela di Penelope, di giorno vengono allestiti e di notte dismessi e spostati altrove; visite nelle strutture ospedaliere svolte con sprezzo del pericolo perché realizzate in situazione di assembramento e senza le previste protezioni, quelle protezioni che la stessa Presidente Santelli ha dichiarato obbligatorie nella sua recente ordinanza; incompetenza nell’assegnazione di alcuni delicati incarichi, come quello di responsabile della protezione civile regionale, assegnato prima alI’Ing. Pallaria e poi, vista la sua dichiarata ignoranza in materia fatta davanti alle telecamere della trasmissione Report, assegnato con urgenza al dirigente Fortunato Varone (altro plurincaricato).

Come se non bastasse, una decina di giorni fa, scoppia la polemica per l’assurda campagna promozionale del “made in Calabria” promossa dal Vice Presidente leghista Nino Spirlì che al “piccolo” logo della regione contrappone sui manifesti, in bella evidenza, il “macro” logo della Lega, altra ondata di critiche che investono la presidenza al quale vengono chiesti immediati chiarimenti che ancora non sono arrivati.

Cari calabresi, la musica è iniziata a ritmo di tarantella la sera del 27 gennaio scorso e proseguirà per i rimanenti anni di legislatura, tenetevi forte e mettetevi le cinture perché saranno 5 anni da incubo come in un film horror!

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