2 Dicembre 2020

Tre mila imprese artigiane costrette a chiedere la cassa integrazione, 7837 lavoratori a cui sono stati liquidati quasi cinque milioni di euro di assegno Covid 19 con un ulteriore impegno di un milione e mezzo di euro di contribuzione correlata. Sono numeri drammatici e corposi quelli snocciolati dal presidente dell’Ente Bilaterale Artigianato Calabria (Ebac) Giovanni Aricò e che raccontano i danni incalcolabili subiti dal settore. L’ente che gestisce le prestazioni erogate dal Fondo di Solidarietà Bilaterale Artigianato spiega che, non solo parrucchieri e centri estetici, ma tutte le attività artigianali sono rimaste seriamente colpite dal fermo lavorativo. Anche chi ha avuto la fortuna di poter rimanere aperto o ha subito un fermo di qualche settimana rispetto ad altri, quali i riparatori di autoveicoli, riparatori di gomme o i manutentori di impianti, non ha potuto fronteggiare gli ostacoli dettati dalla mancata presenza di clientela. Un importante aiuto è arrivato a imprese e lavoratori dalla cassa integrazione erogata dal Fondo Fsba tramite gli enti bilaterali regionali.
«La decisione del governo di affidarsi al Fondo Fsba per il comparto artigianato, si è dimostrata una scelta vincente, che ha consentito tempi celeri – afferma il presidente Aricò – infatti il sistema ampiamente collaudato, in piedi ormai dal 2015, ha consentito ai lavoratori dell’artigianato di essere tra i primi a ricevere la aassa integrazione in quanto il fondo aveva a disposizione risorse proprie accantonate per i periodi di emergenza che sono state messe immediatamente a disposizione delle imprese e dei lavoratori senza dover attendere l’arrivo dei fondi pubblici come invece avvenuto per altri comparti».
Così già dai primi giorni di aprile si sono potute pagare le casse integrazioni di marzo ed entro il trenta aprile la Calabria è stata tra le prime regioni a pagare tutte le domande che erano pervenute celermente.
«L’Ebac – continua Giovanni Aricò – si è trovato a gestire in pochi giorni migliaia di richieste, ma la struttura coordinata, da Confartigianato Cna Casartigiani e Cgil, Cisl, Uil, ha risposto prontamente anche grazie ad una fitta rete di sportelli territoriali che hanno fornito per dieci ore al giorno, assistenza a imprese e professionisti di tutto il territorio. La presenza radicata nelle varie provincie, degli sportelli Confartigianato Cna Casartigiani e delle sedi periferiche di Cgil, Cisl eUil hanno consentito ampia assistenza e tempestività per la firma degli accordi sindacali di sospensione».
E si continua a lavorare serratamente. «Continuano ad arrivare – afferma Michele Gigliotti, Vicepresidente di Ebac ed esponente della Cisl Calabria – domande per il mese di marzo, molte sono le imprese che per errore si sono inizialmente rivolte alla Regione per accedere alla cig in deroga, strumento previsto solo per i settori sprovvisti di ammortizzatori sociali. L’ufficio di presidenza di Ebac auspica che il Governo nel decreto che si appresta a emanare, prosegua sulla linea intrapresa, continuando a stanziare adeguate risorse per il comparto artigiano. Se da un lato si dice che si estenderà la cassa integrazione sino a ottobre, dall’altro. Incalza l’ente, occorre dare riscontro con i fatti con gli opportuni stanziamenti e riversare le risorse in tempi celeri per evitare che i lavoratori subiscano i ritardi che altri settori hanno purtroppo registrato con conseguenti ripercussioni sulle loro famiglie che accrescerebbe inevitabilmente il disagio sociale. Anche perché, concludono Aricò e Gigliotti, l’artigianato in Calabria, rappresenta il 30% del sistema produttivo e lasciare il settore senza ulteriori tutele, vorrebbe dire portare alla chiusura totale miglia di attività.

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