CASO VITALIZI, I SINDACATI: «BRUTTA FIGURA CHE MACCHIA L’IMMAGINE DELLA CALABRIA

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Che figura poco onorevole che ha fatto il Consiglio regionale della Calabria. Pronti via, nemmeno due sedute della undicesima legislatura, e il Parlamento calabrese assurge agli onori della cronaca locale e nazionale per il “caso vitalizi”.

Quello consumatosi a Palazzo Campanella è un errore marchiano, una brutta figura che macchia l’immagine della nostra terra e che la politica regionale è chiamata a recuperare ed a farlo nel più breve tempo possibile. Nessuna toppa può essere messa al buco, talvolta provare a rimediare all’errore finisce per diventare un errore più marchiano, ma serve invece l’eliminazione totale della legge, con le dovute scusa da parte del Consiglio regionale ai calabresi.

In questo momento storico, con l’Italia che prova ad uscire dall’incubo di un virus sconosciuto e mortale, con la Calabria che è chiamata ad uno sforzo sovrumano per uscire dalla crisi economica e sociale che la pandemia ha accentuato, l’aver approvato un provvedimento,  già all’ordine del giorno della prima seduta consiliare, passato dalla conferenza dei capigruppo e votato in pochi secondi senza discussione dimostra l’imbarazzo del ceto politico calabrese nell’affrontare questo tema.

Se l’impegno sociale e civile non è più una missione, come invece noi siamo convinti debba essere, ma lo si vuole equiparare alla prestazione di un lavoratore dipendente allora anche il sistema contributivo deve essere equiparato a quello di un dipendente pubblico.

Se un consigliere regionale vuole pagare i contributi previdenziali è libero di farlo ma, secondo noi, lo deve fare rispettando le regole del sistema pensionistico in vigore per tutti i cittadini italiani. L’intera legislatura come periodo contributivo, sommato a quelli precedente e successivamente accumulati durante la propria vita lavorativa, consentiranno ai consiglieri regionali di godere di una pensione al raggiungimento dei limiti stabiliti per poterne godere.

Il Consiglio regionale, quindi, intervenga per rimediare a questa brutta figura e lo faccia senza tentennamenti, con la stessa velocità e senza polemiche di sorta così come è stato per la votazione del provvedimento criticato.

Allo stesso tempo e con eguale rapidità, Palazzo Campanella metta mano ad un’attenta ricognizione e ad un puntuale contenimento dei costi della politica che, per una regione come la Calabria, sono davvero troppo alti.

Questa azione riformatrice deve prendere le mosse senza ulteriori indugi. Lo si deve a tutti quei cittadini calabresi che rischiano di uscire con le ossa rotte da una crisi senza precedenti, lo si deve a chi non vive di privilegi ma di sacrifici. 

 

Angelo Sposato                                  Tonino Russo                                     Santo Biondo

Segretario generale                            Segretario generale                            Segretario generale

Cgil Calabria                                      Cisl Calabria                                      Uil Calabria

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