DALL’ALBA DI OGGI UN ELICOTTERO E UNA MOTOVEDETTA DEI CARABINIERI AL SETACCIO DEL TERRITORIO DI RIACE E DELL’ALTA LOCRIDE. STORIA DEI BRONZI DA RISCRIVERE ?

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Ombre e misteri. C’è una pagina di storia della Calabria da rivedere o, in parte, da riscrivere?                Un interrogativo che da oltre quarant’anni resta ancora senza risposta. Archeologia e business: i Bronzi di Riace “nascondono” ancora tante verità. Dove siano finiti elmo, lancia e scudi nessuno sa dirlo con certezza. Furono ritrovate nel 1972. A 300 metri dalla costa, a otto metri di profondità, da un sub che ne fu terrorizzato. Le hanno portate a riva, studiate, restaurate. Ma le due statue (ribattezzate A e B dagli esperti, il Giovane e l’Adulto dai più poetici) custodiscono ancora i loro segreti.     Dall’alba di oggi un elicottero e una motovedetta dell’Arma dei Carabinieri sta passando al setaccio l’intero territorio di Riace e dell’alta Locride. Le attività operative, espletate con il coordinamento sul territorio dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, dai carabinieri del Nucleo subacquei di Messina, con una motovedetta e l’aliquota subacquei, e dalla sezione Addestramento del Centro Carabinieri Subacquei di Genova (operatori Rov e Side Scan Sonar), consistono nella prospezione strumentale dei fondali – fino a 300 metri di profondità – con Side Scan Sonar, relativa verifica dei target di interesse mediante l’ausilio del Rov e nella successiva verifica visiva, alle profondità consentite, da parte dell’Aliquota Subacquei Messina e del Funzionario Archeologo subacqueo. Il Rov “Pluto” è stato aggiornato, in base alle esigenze operative richieste dal MiBACT, dotandolo di strumentazione elettronica di ultima generazione quale il Side Scan Sonar e il sistema Gps di tracciamento. Dispone, inoltre, di due sonar per ricerca e identificazione target, due videocamere ad alta definizione ed una standard. Le operazioni sono condotte sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo subacqueo Alessandra Ghelli con la presenza dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza al comando del capitano Bartolo Taglietti. Quella di oggi potrebbe non essere soltanto una campagna di prospezioni subacquee dei fondali per la.tutela del patrimonio culturale sommerso dello jonio reggino.  Dopo 48 anni ulteriori approfondimenti investigativi potrebbero far luce sui tanti lati oscuri dei Bronzi di Riace o sgombrare ogni dubbio su ipotesi, illazioni e tentativi di depistaggio.

 

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