2 Dicembre 2020

Il ministro degli Affari Regionali contro il provvedimento di Jole Santelli che dispone la riapertura di bar e ristoranti. Ma la governatrice sembra intenzionata a non ritirare l’ordinanza. La Regione risponde sull’accusa di fare pochi tamponi.

Alla fine di un lungo braccio di ferro con la governatrice Jole Santelli, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, d’intesa con la Presidenza del Consiglio, ha impugnato l’ordinanza della Regione Calabria del 29 aprile, che prevede l’apertura di bar e ristoranti. Gli atti sono stati trasmessi come da prassi all’Avvocatura generale dello Stato. Il ricorso del governo non verrà depositato qualora la governatrice Jole Santelli dovesse revocare l’ordinanza sulle riaperture di bar e ristoranti all’aperto. In caso contrario domani l’impugnativa sarà depositata al Tar.  “Mi auguro che la presidente Santellisegua le regole, quelle che disciplinano la vita nelle istituzioni. Lei le conosce bene e sa che quell’atto è illegittimo. Nelle ultime due videoconferenze non si è presentata, nemmeno confrontata e questo non va bene. Io l’ho chiamata perché ci conosciamo da anni, ha ancora tempo per ritirare l’ordinanza”, afferma Boccia a Skytg24.
 

L’ordinanza di Santelli sulla riapertura dei bar e le polemiche

Il caso Calabria è emblematico delle tensioni intercorse negli ultimi giorni tra governo e Regioni in merito ai provvedimenti messi in campo per la Fase 2. L’ordinanza di Santelli, presidente della Regione eletta con il centrodestra, rappresenta infatti una fuga in avanti dal momento che anticipa la riapertura di bar e ristoranti, che l’ultimo Dpcm del presidente Giuseppe Conte prevede solo a giugno.

Ma molti sindaci della Calabria si oppongono all’ordinanza della presidente, affrettandosi a prendere provvedimenti contrari. Dal canto loro i gestori dei bar, in mancanza di indicazioni chiare, preferiscono mantenere le saracinesche abbassate. Solo il giorno prima il 28 aprile, Boccia lancia un duro monito alle Regioni: “Chi sbaglia se ne assume la responsabilità”, dice per bloccare il disordinato fai-da-te delle ordinanze. Salvo poi fare una parziale marcia indietro il giorno successivo, accennando alla possibilità di aperture differenziate fra le Regioni. Ma nella notte del 29 aprile arriva la doccia gelata dalla Calabria. A quel punto Boccia annuncia diffide, mentre la Lega occupa le Camere.

Santelli non ritira l’ordinanza. La Regione risponde a Boccia sui tamponi

Ma Santelli si impunta e dichiara che non ritirerà l’ordinanza e fonti vicine alla governatrice confermano che intende rimanere fedele a questa linea.

L’ufficio stampa della Regione risponde poi a un’accusa di Boccia, secondo il quale nella Regione si farebbero pochi tamponi: “Sono stati spediti 84mila tamponi. ma ne hanno fatti solo 37mila per 2 milioni di abitanti”, ha detto il ministro. “Il numero dei casi testati in Calabria “è pari a 35.975 che, in rapporto alla popolazione, evidenzia una media di un test ogni 55 abitanti. Tale risultato è tra i più alti tra le regioni del centro sud che registrano una media di 1 test ogni 60 abitanti”, è la risposta della Regione.

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