5 Dicembre 2020

Egregi On. Zingaretti, On. Renzi e On. Fratoianni,
sono il Presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, un sodalizio di volontariato nato in Calabria da molti anni per chiedere l’ammodernamento e la messa in sicurezza della famigerata e tristemente nota “strada della morte”.
A tal proposito mi corre l’obbligo di informarVi che proprio quest’anno, covid-19 permettendo, dovrebbero finalmente iniziare le prime attività propedeutiche alla realizzazione del 3° Megalotto della S.S.106 “Jonica”: si tratta di un intervento di ammodernamento della strada Statale 106 compresa tra Roseto Capo Spulico e Sibari, 1.335 milioni di euro per circa 40 chilometri di strada. Un iter procedurale che è iniziato nel 1999 ed oggi, dopo più di 20 anni, non è ancora del tutto terminato…
Come mai così tanto tempo…?
Per chi come me ha seguito e studiato approfonditamente e direttamente tutti i processi complessi legati all’iter procedurale di questa infrastruttura una prima e fondamentale risposta può essere senza dubbio questa: la Commissione VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente.
Pierpaolo Pasolini il 14 novembre del 1974 scrisse una lettera sul Corriere della Sera rimasta nella storia: “Io So. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi”.
Bene, io invece, so ed ho prove e indizi, che anche Voi potreste verificare nel parere emesso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 15 luglio 2016 protocollo n.40/16. Qui, infatti, nelle complessive 72 pagine del documento, viene ripercorsa la storia di un’Opera che sarebbe dovuta costare poco più di 1.000 milioni di euro salvo poi arrivare all’incredibile costo di 1.482 milioni di euro e poi, considerata questa enormità che SOLO la mia Associazione ebbe il coraggio ed il senso civico di sollevare e di far rilevare a tutte le Istituzioni coinvolte, fu ridimensionato per raggiungere il costo comunque esorbitante di 1.335 milioni di euro.
Nel suddetto parere si evince quanto sia stata determinante la Commissione VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente nell’aumento del costo dell’Opera.
Bene, io so che i componenti della commissione VIA-VAS sono di nomina politica e, quindi, raccomandati nel caso migliore oppure espressione di “menti raffinatissime” rigorosamente legate alla criminalità organizzata, quella vera, che li piazza lì con la compiacenza della peggiore politica per fare gli interessi di chi vuole che le Opere pubbliche in Italia costino sempre di più al fine di ingrassare corruzioni e mafie. E tutto ciò, sia chiaro, in virtù di un paventato rispetto dell’ambiente che ha del paradossale se consideriamo che per salvaguardare la natura si decide di allungare una galleria con tutto ciò che questo comporta in termini di aumento dei costi e di impatto ambientale….
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Ma è così!
Per questa ragione resto inorridito di fronte alle indiscrezioni uscite su “Il Sole 24 Ore” secondo cui nel “Decreto Rilancio” uno dei provvedimenti previsti dovrebbe essere quello di consentire ad Ministro dell’Ambiente Costa del M5S di far entrare finalmente in funzione la nuova Commissione VIA (nominata da lui un anno fa), eliminando il Comitato istruttorio che lo stesso Ministro non riuscirebbe a nominare a causa del Covid 19.
Premesso che la nomina del Comitato – a tutto voler concedere – il Ministro avrebbe potuto farla contestualmente alla nomina della Commissione e dunque ben prima della crisi, mi chiedo e Vi chiedo: che c’entra il Covid con la mancata nomina di un Comitato? Possibile che invece di pensare agli interessi veri in gioco, il Ministro dell’Ambiente chiede al Governo di inserire in questo “Decreto Rilancio” una richiesta del genere?
Se il problema del Ministero dell’Ambiente, in un momento in cui il prezzo del petrolio e del gas sono ai minimi storici e che non ci saranno forse più soldi per finanziare le rinnovabili, invece che fornire la propria idea di futuro è quello di sbloccare la nomina della Commissione VIA-VAS che non riesce far partire, allora questo non sarà un “Decreto Rilancio”, ma la diligenza da assaltare stile finanziaria della Prima Repubblica.
Illustrissimi Onorevoli, io temo che nella realtà si è deciso di inserire lo sblocco delle nomine della Commissione VIA-VAS perché questa è funzionale ad una serie di ruberie che saranno certamente fruttuose per la criminalità organizzata che ha già intuito lauti guadagni dagli investimenti fortissimi previsti sull’economia green, sulle scuole ed ospedali nuovi, sulle infrastrutture stradali, ecc. ecc.
Non basta riaprire, bisogna rifondare.
Per questo Vi chiedo di riflettere sulla possibilità non solo di fermare questo scempio per amor di Patria bloccando la Commissione VIA-VAS ma vado oltre auspicando che questa istituzione inutile e dannosa venga soppressa per sempre!
Nella civile Germania, uno Stato che non ha l’inquietante debito pubblico dell’Italia e che per questo ha potuto aiutare i propri cittadini erogando direttamente sui loro conti bancari enormi quantità di denaro a fondo perduto quando una infrastruttura viene considerata di “interesse strategico nazionale” viene progettata, approvata ed appaltata dal loro Ministero delle Infrastrutture e basta!
Solo in Italia, invece, si è creato un sistema perverso per cui un’opera pubblica considerata appunto di “interesse strategico nazionale” debba poi essere bloccata per anni dalla Commissione VIA-VAS con un duplice risultato sempre identico e preciso: quello di posticiparne l’avvio dei lavori per anni ed, insieme, aumentarne notevolmente il costo dell’opera pubblica in funzione di una presunta salvaguardia ambientale.
Non basta riaprire, bisogna rifondare.
Fermate questo scempio per amor di Patria.

Ing. Fabio Pugliese
Presidente dell’Associazione
“Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 11 Maggio 2020

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