Gio. Mag 13th, 2021

Tre settimane prima della diffusione dei contagi la struttura era stata invitata a fare il tampone su un paziente deceduto. Santelli in silenzio “per rispetto del lavoro altrui”

“Siccome il paziente aveva 38,6 di febbre ed è deceduto appena siamo partiti, dovete chiamare la direzione sanitaria di Cosenza e pretendere che facciano un tampone (al paziente appena deceduto, ndr), perchè se fosse positivo tutta la struttura va attenzionata”. Ad affermarlo via telefono è un medico del 118 che parla con la struttura Villa Torano, la Rsa oggetto di un focolaio nel Comune di Torano Castello nel Cosentino, avvisando che il paziente venuto a mancare durante il trasporto in ambulanza potrebbe aver contratto il Coronavirus. Cosa c’è di strano? Che la telefonata – diffusa in esclusiva da Report, la nota trasmissione di Rai 3 che si occuperà del caso nella puntata del prossimo lunedì – è datata 21 marzo 2020. Ben tre settimane prima che venissero alla luce i primi contagi.

La conferma della moglie. Il dubbio, quindi, è che si sarebbe potuto intervenire per tempo evitando il diffondersi del virus. E quindi la nascita del focolaio. Possibilità che viene confermata anche da Mirella Belmonte, moglie del paziente in questione, che – sempre ai microfoni di Report – ha dichiarato che suo marito era stato male al punto da dover essere intubato ma non gli era mai stato fatto alcun tampone. Quando infatti aveva provato a chiedere “ma non è che ha il Coronavirus? Avete fatto il tampone?” la risposta era stata abbastanza eloquente: “No, non ne facciamo”.

Santelli in silenzio “per rispetto del lavoro altrui”. A Jole Santelli, presidente della Regione Calabria chiamata in causa per al decisione di tenere aperta la Rsa nonostante in un caso analogo (la struttura di Chiaravalle Centrale) si fosse deciso per la chiusura, la giornalista di Report ha chiesto come mai abbia taciuto sulla vicenda per diverso tempo. “Molto è stato affidato all’Asp – ha risposto la governatrice – quindi mi è sembrato un momento di rispetto per il lavoro altrui rimanere in silenzio. D’altronde nessuno mi ha chiesto niente”. Ammettendo poi che Claudio Parente ha portato un buon apporto alla sua elezione, soprattutto in provincia di Catanzaro, ma che è da escludersi una sua influenza nelle decisioni prese in quanto “non lo sento da parecchio, e non sapevo neanche che fosse proprietario di Villa Torano”. Precisando, a dover di cronaca, che ad avere la proprietà della struttura è la moglie del coordinatore della lista “Casa della libertà” e non lui in prima persona.

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