IDM, GALLO: UN “DECRETO CURA ITALIA” CHE DI CURATIVO HA BEN POCO

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Un Decreto “Cura Italia” che di curativo ha ben poco. Ad oggi abbiamo una Regione Calabria che è ancora all’autorizzazione della cassa integrazione in deroga ferma a giorno 6 aprile (data inoltro domanda), con una pubblicazione giornaliera di circa due elenchi per volta; un bonus per artigiani e commercianti che è palesemente arrivato al 70% dei richiedenti con l’esclusione, paradossalmente, di quei pochi che sono sempre stati in regola con i pagamenti. Come Italia del Meridione abbiamo più volte denunciato le incongruenze e la quasi totale inefficienza del Governo a rispondere con misure certe alla crisi economica in atto. Avallate da quelle che si possono definire delle vere e proprie scorrettezze da parte di coloro che sono stati incaricati alla gestione delle procedure di sostegno. L’indennità è per tutti? Allora assegnatela a tutti, senza inventare problematiche, come quelle relative ad iban non corretti. In questa situazione, sfidiamo chiunque a riportare il proprio iban in modo scorretto! Erogazione prestiti senza istruttoria. Bene! Su di un pacchetto cliente vario e non di poca rilevanza, possiamo tranquillamente affermare che NESSUNO, ha avuto un riscontro positivo dalle banche. Allora ci chiediamo cosa intende il nostro Governo “senza istruttoria? E soprattutto per le Banche? Probabilmente oggi ci troviamo a dover interpretare anche l’italiano… in fondo la Treccani si è scomodata nel dare una corretta definizione del termine “congiunto”!
Ma andiamo avanti. Il Governo parla di un fatturato 2019 e la totalità delle banche invece chiede il reddito 2018. Sappiamo cosa significa reddito e cosa invece è un “fatturato”? Decreti in bozza che rimangono tali per settimane e intanto si chiede di procedere all’attuazioni di quello che dovrebbe diventare ufficiale.
La fase 2 ha poi aggiunto oneri e spese per chi intende riaprire, come la sanificazione obbligatoria. È vero che Invitalia rimborsa il 100% delle spese sostenute ma se non si rientra nei beneficiari chi paga? E il tanto decantato aiuto alle aziende allora in cosa consiste? Ribadiamo allora, non era meglio presentare le fatture all’Ente e invece che rimborsarle all’Azienda (che deve anticipare!) farle pagare direttamente al fornitore? Paura di imbrogli? In questa situazione e con un pagamento diretto con fattura che timore esiste? Passiamo poi a quel Decreto, sempre in bozza, che anticipa un Reddito di Emergenza che paradossalmente si va a cumulare con il Reddito di Cittadinanza. Nuovamente si preferiscono gli ammortizzatori sociali anziché investire sull’imprenditoria e quindi sull’economia attiva. Un’indennità a colf e badanti che non hanno smesso di lavorare durante questo periodo, che varia da 400 a 600 euro per i mesi di aprile e di maggio. Un’ulteriore indennità alle attività che hanno beneficiato dei 600 euro di marzo (a fine aprile) e che possono farne richiesta mediante un ulteriore adempimento. Ma non era più semplice erogarli in automatico? Ma parliamo ancora di “click”!
I tempi e la situazione richiedono senza dubbio un’azione corale e di sostegno al Governo ma nuovamente non possiamo esimerci dal rilevare ed evidenziare come questo Governo si sia ormai incartato nei suoi stessi decreti e non riesca ormai a sbrigliare la matassa, illudendo i più. I contribuenti, i cittadini, i disoccupati, le mamme e le colf leggono speranze in quelle parole che poi non hanno un degno prosieguo ma solo delusioni e disperazione. Parliamo di difficoltà spicciola, relativa anche solo alla spesa alimentare che per molti è diventata insostenibile.
Siamo l’Italia! Non possiamo arrivare a livelli che MAI avremmo pensato di raggiungere. Le parole e le promesse a nulla valgono se poi non seguite da fatti. Inutile poi aggrapparsi alle polemiche politiche di cui ormai siamo a conoscenza tutti. Invece di criticare la pur affrettata riapertura, solo con tavoli esterni, di bar o pasticcerie che hanno avuto il coraggio, la forza e la determinazione di aprire nonostante l’assenza totale di AIUTO, soffermiamoci invece a riflettere su ciò che esso rappresenta in realtà. Ciò che a livello Governativo state ancora studiando e cercando di “determinare”, un piccolo imprenditore ve lo sta insegnando con le proprie capacità e forze, con responsabilità e dedizione, chiedendo sostegno e non certo sussistenza, e soprattutto senza task force… forse sarebbe meglio e opportuno ascoltare di più e “decretare” di meno!

ROSSANA GALLO
ITALIA DEL MERIDIONE, COMMERCIALISTA

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