5 Dicembre 2020

Ha uno stile come quello di papa Francesco, il Vescovo della Diocesi di Locri – Gerace, monsignor Francesco Oliva, e la giornata da lui indetta, presso il santuario Nostra Signora dello Scoglio, fondato da Fratel Cosimo, il prossimo undici maggio, lo dimostra. Il Successore degli Apostoli, infatti, nell’omelia, enunciata durante la Santa Messa, celebrata presso il rinomato santuario, ha indetto la suddetta giornata. Riportiamo, qui di seguito, la sua toccante ed illuminante omelia.

“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla” (Sl 22). La IV domenica di Pasqua è la domenica del buon pastore, di Gesù il “buon pastore” (Gv 10, 1-10). Due sono le similitudini usate a Gesù per esprimere la relazione che vuole avere con noi suo popolo. La prima è quella del buon pastore o del bel pastore.
Il buon pastore “chiama per nome” le sue pecore, le “conduce fuori” al pascolo e “cammina dinanzi ad esse”; esse “lo seguono” con fiducia, perché “conoscono la sua voce”. Gesù Buon Pastore vuole avere un rapporto personalissimo quanti lo seguono: è attento a ciascuno di noi, ci conduce fuori “al pascolo”. Egli è sempre davanti a noi, per segnare con le sue orme il cammino e proteggerci da ogni pericolo. Il Buon Pastore è la porta della salvezza per tutti, avendo offerto la vita per le sue pecore. Di un capo così ci possiamo fidare, ci assicura Papa Francesco (pregate per papa Francesco? Diciamo al Signore: Rendi forte il nostro papa in tutti i momenti specie nelle difficoltà, proteggilo dai nemici, che sono nemici di Gesù. Diciamo alla N.S. dello Scoglio: o Madre, guarda il nostro Pastore Francesco e poni su di lui la tua mano).
Dopo l’immagine del pastore Gesù richiama un’altra similitudine, quella della porta: “Io sono la porta delle pecore se uno entra attraverso di me, sarà salvato”. “Io sono la porta”. Gesù è la porta d’ingresso nel recinto delle pecore. Chi vuole entrare, deve passare attraverso di essa. Non c’è altra via. Chi entra dalla finestra o da un’altra parte, è un ladro e un brigante. E’ una metafora per dire che non c’è pienezza della vita se non attraverso Gesù. Se vuoi la felicità devi fare i conti con Lui. Lui è la porta. Egli è l’ingresso nel luogo ove stai al sicuro, è la porta che non inganna, che indica il vero, che conduce alla vita: “Io sono la via, la verità e la vita”.
Questa IV Domenica di Pasqua celebriamo la 57 GMV Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, particolarmente, per quelle sacerdotali. Ha come tema “Datevi al meglio della vita” (Christus vivit, 143). Darsi al meglio della vita. Ma qual è “il meglio della vita”, se non vivere ciò che ci rende veramente felici? Il meglio della vita non è qualcosa, ma qualcuno, Gesù. E’ Lui che ci ha scelti ed ha fiducia di noi. Qual è “il meglio della vita”, se non la nostra relazione con Lui nell’ascolto della sua voce? Cos’è “il meglio della vita”, se non ciò che la realizza e la porta a compimento? Per essere felici occorre vivere la propria vita nella dimensione del dono. Preghiamo per tutte le vocazioni: sacerdotali e religiose. Perché ognuno scopra che la vita è un dono da accogliere e donare. Vi chiedo di recitare un Santo Rosario per questa intenzione.
Abbiamo da poco iniziato questo mese di maggio, mese mariano per eccellenza, durante il quale amiamo visitare i Santuari dedicati alla Madonna. Siete tanti i devoti di N.S. dello Scoglio. Vi saluto uno per uno. Così come saluto i gruppi di preghiera ed i loro animatori. Quest’anno, a causa della pandemia, a quanti abitate fuori regione (e siete tanti, penso a quelli della Sicilia, delle Puglie e abitanti all’estero) non sarà possibile varcare i confini regionali per cui appuntamenti importanti come quelli del 10/11 maggio qui al Santuario N.S. dello Scoglio non potrete parteciparli. Vi chiedo però di viverli spiritualmente. Non mancheremo da questo santuario di vivere come ogni anno questi momenti e di restare con Maria in preghiera. Affiderò al suo cuore le vostre preoccupazioni, attese e progetti per il futuro. Vi avrò spiritualmente presenti e sarete informati del programma, in modo di farvi partecipare ad ogni celebrazione attraverso l’emittente Telemia o via streaming. E’ importante restare uniti in questa ricorrenza dell’10/11 maggio, come avete fatto in questi cinquanta e più anni trascorsi. E’ un momento in cui la Madre vuole riuniti tutti i suoi figli. La Madre soffre quando in momenti di calamità, di guerre e di pericoli di ogni genere non vede vicini i suoi figli. Chiedo a tutti i devoti di N.S. dello Scoglio e a quanti lo vorranno che giorno 11 maggio prossimo sia una giornata di preghiera, di digiuno e di opere di carità, per implorare Dio per l’intercessione di Maria di aiutare l’umanità a superare la pandemia da coronavirus.

SERVIZIO DI GIUSEPPE MAZZAFERRO

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