RIENTRI IN CALABRIA, GIÀ 6500 LE RICHIESTE IN UN GIORNO. PROTEZIONE CIVILE REGIONALE AL LAVORO PER GESTIRE I FLUSSI

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Iniziano i tentativi di rientro dei calabresi rimasti bloccati lontani da casa. In un solo giorno sono pervenute oltre 6500 richieste di rilascio del pin per accedere al form online di prenotazione rientri. Tutte le richieste sono state elaborate dal sistema con successo e, al momento, risultato compilate più di 3500 schede per il rientro in Calabria. Solo 300 richieste del pin non sono state completate positivamente a causa di indirizzi email non corretti, mailbox piene e blocco antispam dei server di posta. Ecco perchè sul sito della Regione Calabria è stato pubblicato l’invito, per coloro che non dovessero aver ricevuto il pin, di ripetere la procedura, effettuando una nuova richiesta di rilascio tramite il seguente link.

La Protezione civile regionale, guidata dal dirigente Fortunato Varone, dunque, sta già lavorando senza sosta per gestire il flusso di rientri secondo le condizioni dettate dall’ordinanza della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che non ha lasciato nulla al caso per evitare problemi di contatti a rischio. I rientri infatti, saranno possibili, ma seguendo una procedura ad hoc e solo se la Calabria è la propria “residenza”, mentre il Dpcm del governo estendeva anche a “domicilio e abitazione”, la possibilità di spostarsi fra regioni italiane. 

Di seguito, la procedura per rientrare. “E’ consentito, a far data dal 4 maggio 2020, ai cittadini calabresi fare rientro presso la propria residenza, manifestando preventivamente la volontà, almeno 48 ore prima, attraverso il portale www.rcovid19.it, raggiungibile anche dalla pagina www.emergenzacovid.regione.calabria.it. Su quest’ultima è presente un menù “prenotazione rientri” dal quale sarà possibile, a far data dal 2 maggio, compilare un apposito form. Al termine delle operazioni sarà rilasciato all’interessato un documento recante l’attestazione dell’avvenuta comunicazione,che dovrà essere esibito insieme all’autocertificazione”. “In ogni caso- si precisa-, i rientri consentiti dovranno essere seguiti dall’isolamento volontario domiciliare (14 giorni), previa prescrizione del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente – con le modalità già fissate dalle Ordinanze regionali vigenti alla data di emanazione della presente -che ne darà comunicazione al Sindaco per i provvedimenti di competenza. Il dipartimento di Prevenzione valuterà la necessità/opportunità di effettuare il tampone rino-faringeo”. 

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