ROCCELLA SI PREPARA A VIVERE SOLENNEMENTE IL I° CENTENARIO DELL’ ARRIVO DELLA MAESTOSA EFFIGE EQUESTRE DEL GLORIOSO PATRONO SAN VITTORE MARTIRE DI MARSIGLIA

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Prima dell’ arrivo della Statua, la Processione del Santo Patrono di Roccella, si svolgeva con lo stendardo raffigurante l’ immagine del Santo e la Sua Insigne Reliquia. Con la nomina di Don Vittorio Cappelleri a Parrocco della Chiesa Protopapale di San Nicola Ex Aleph, si pensò ben presto di raccogliere tra i fedeli delle offerte per commissionare, al già celebre artista mammolese Rodolfo Del Pozzo, una immagine statuaria del Santo Patrono di Roccella. L’ artista Del Pozzo si ispirò al quadro di Francesco Cozza esposto nella stessa Chiesa Marina, raffigurante la leggenda di San Vittore che salvò la città di Roccella dall’ attacco dei Saraceni. 











Dopo sei mesi dalla commissione della Statua, l’ artista realizzò un piccolo modello per farlo vedere e approvare dal Vescovo di allora. Il modellino era una riproduzione esatta del quadro ed era un po’ diverso dalla vera opera che di fatto l’ artista realizzò.

 

 

 
 


Rodolfo Del Pozzo impiegò ben tre anni per completare l’ immagine di San Vittore. Sui Roccellesi cadde la disperazione e la tristezza quando, a metà dell’ Opera, 
l’ artista contrasse la febbre Spagnola non potendo quindi portare a termine il suo lavoro. Fortunatamente e prodigiosamente, Rodolfo del Pozzo guarì e nel 1920 riuscì a completare l’ immagine dell’ Invitto Martire di Cristo. L’ Effige equestre di San Vittore di Marsiglia, Protettore di Roccella Jonica, è realizzata prevalentemente in carta pesta, con uno scheletro in ferro al suo interno, tutto il peso è sostenuto da un perno portante in acciaio collocato nel corpo del saraceno ai piedi del cavallo. 

 

 

 
 
 



1920: un’ estate di grande giubilo per tutti i roccellesi che decisero, in quell’ anno, di Onorare Solennemente il loro Augusto Patrono con sette giorni di intensi
Festeggiamenti. Per la prima volta addobbarono interamente l’ interno della Chiesa
Marina con uno sfarzoso apparato composto da tessuti preziosi. Mandarono dunque, a Mammola, un carro trainato da quattro buoi per ritirare la scultura ultimata del
Santo. Due uomini guidavano il carro e altri due rimuovevano gli ostacoli lungo 

la strada per evitare che la statua vibrasse troppo durante il cammino. Tornarono a Roccella a notte inoltrata e deposero l’ immagine all’ interno del Palazzo Hieraci. 
Il giorno seguente le autorità civili, militari ed ecclesiali, con in testa Don Vittorio Cappelleri e tutte le Confraternite della città andarono a ricevere 
l’ immagine statuaria del loro Celeste Patrono. Portarono in Processione 
l’ Effige equestre a spalla fino alla piazza principale dove era situato il palco in muratura con la ringhiera in ferro su cui si svolgevano i concerti bandistici. 
Su quel palco le autorità religiose benedissero la statua e celebrarono la Santa Messa. Al termine, l’ effige del Santo Patrono fu portata in Trionfo per le vie della città, salutata dal popolo roccellese in festa.




 
 Matteo Pio Gagliano 

SERVIZIO DI MATTEO PIO GAGLIANO

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