4 Dicembre 2020

“’accaparramento di risorse pubbliche da parte delle grandi imprese a fronte di poche briciole per famiglie, lavoratori e piccole aziende”… Da ora in avanti se vi dovete curare sapete a quale porta bussare… NON alla nostra!!

Cittadini, la sanità nuovamente a pezzi, posti letto limitati, ospedali chiusi e fatiscenti, reparti che lavorano a ritmi ridotti.. la cittadinanza che si affanna per potersi curare !!!! Lo abbiamo fatto in precedenza e lo stiamo denunciando NUOVAMENTE, il nostro senso del dovere ci ha portati a garantire l’assistenza, non potevamo certo abbandonare i pazienti, ora che i contagi stanno diminuendo siamo diventati bersagli facili da parte del governo per ELIMINARCI ci hanno impallinati addosso senza darci la possibilità di difenderci. Non serviamo più! siamo diventati RIFIUTI TOSSICI, prima ci hanno fatto lavorare nell’incertezza senza DPI – con ritardi enormi pure per un tampone per rilevare la presenza di coronavirus, siamo stati giorni e giorni interi a lavorare nell’incertezza e nell’insicurezza assoluta a testa bassa con il viso scavato dalle mascherine e dove ancora dovevano arrivare con mascherine fai-da-te. Oggi in tutti Italia e sotto il ministero della salute siamo per chiedere conto delle promesse fatte, al contributo che abbiamo dato per limitare le perdite dei nostri e vostri famigliari un segnale di rispetto non alla retorica degli “eroi” liquidati con la pacca sulle spalle, ma un atto dovuto per tutta la categoria della sanità pubblica. Per questo e per le ragioni esposte a seguire, l’Unione Sindacale di Base ha indetto la mobilitazione nazionale di oggi, che a giugno sarà seguita dallo sciopero dell’intero settore, pubblico e privato. Le parole d’ordine riguardano le assunzioni/stabilizzazioni del personale e il mancato “ristoro” economico (quello largamente concesso a Confindustria), compresa l’eliminazione del bonus una tantum di 1000 euro che si era pensato di erogare al personale sanitario impegnato nell’emergenza. Nel Decreto Rilancio le assunzioni previste sono infatti insufficienti (mancano all’appello almeno 20.000 infermieri e circa 4/5000 OSS solo per rendere davvero stabili i posti di terapia intensiva) e all’insegna del peggior precariato (scadenza a dicembre 2020). Il Decreto ha anche cassato l’articolo che prevedeva la proroga della Madia a dicembre 2020 per la stabilizzazione dei precari, colpendo le migliaia di operatori che in questi mesi hanno garantito l’assistenza. In buona sostanza, se il coronavirus avesse davvero insegnato qualcosa, nel Decreto Rilancio ci sarebbero stati: – L’assunzione stabile delle 50.000 unità di personale del SSN tagliate dal 2006 – La stabilizzazione dei troppi precari della Sanità – Il ripristino dei 135.000 posti letto tagliati dal 1996 – Il ripristino di quel 40% di servizi territoriali – tra i quali quelli di prevenzione – tagliati in 12 anni – Il ritorno al Sistema Sanitario Nazionale, unico, universale e pubblico, constatato il fallimento dei 20 sistemi sanitari regionali – L’adeguamento delle retribuzioni degli “eroi” al loro lavoro e alla media dei colleghi europei assunzioni, stabilizzazioni, retribuzioni adeguate per il personale, ripristino dei posti letto, rilancio dei servizi territoriali, rafforzamento della Sanità pubblica e ancora assunzioni a beneficio dei cittadini e a tutela del diritto alla salute.

Unione Sindacali di Base – Coordinamento Federazione Provinciale di Catanzaro

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