ANCHE NELLA LOCRIDE LE GIORNATE FAI

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Tornano anche nella Locride le giornate Fai con un interessante appuntamento previsto per oggi, domenica, a partire dalle ore 17 presso il Santuario della Madonna di Prestarona nel territorio di Canolo, per dirigersi poi alla seicentesca Fontana della Piana di Gerace dove si trova il Monumento ai Cinque Martiri. Sarà un accesso limitato arrivato tramite prenotazione obbligatoria dettato dalle restrizioni del coronavirus ma resta un appuntamento di notevole importanza.
Il santuario della Madonna di Prestarona sorge nella vallata omonima ,tra la rupe di Gerace e le montagne di Canolo. E’ un luogo ricco di testimonianze archologiche molto interessante. Il santuario si trova all’ombra del villaggio neolitico di Kau, là dove nel medioevo si trovava una piccola chiesa dedicata alla Madre di Dio di Prestarona. Era una dependance del grande monastero greco di San Filippo d’Argirò non molto lontano da questo luogo. Il titolo di “Prestarona” deriva dal greco “peristeron” letteralmente significa delle colombe, quindi la Madona delle colombe. Dal momento che sempre la colomba ha simboleggiato la pace la conclusione è che il santuario è dedicato alla madonna della pace. Poi la visita alla Fontana della piana monumentale anche se semplice. E’ un’opera che risale al 1606, come si legge nel cartiglio sottostante lo stemma della città realizzato in pietra e collocato in chiave di volta. E’ tra gli stemmi più antichi che ci sono a Gerace. Dal cartiglio si rileva che in quell’anno erano sindaci della città , Scipione Contestabile e Matteo Piconeri. entrambi appartenenti a nobilissime famiglie. Piu’ recente inl vicino Monumento ai cinque martiri di Gerace commissionato all’artista polistenese Francesco Jerace, (considerato uno dei più rappresentativi artisti italiani del tempo), nel 1926 e, poi, inaugurato il 7 giugno del 1931. Si tratta di un pannello bronzeo a bassorilevo raffigurante il momento della fucilazione dei cinque giovani eroi calabresi e una Vittoria alata raffigurata in una donna nuda con le ali che spicca il volo mostrando le catene spezzate, simbolo del Libertà. Anche se si tratta di un’opera realizzata in economia gli esperti affermano che l’artista ha espresso uno stile vigoroso e in grado di unire la scultura classica ed il realismo proveniente dalal cultura Napoletana. Il pannello bronzeo è incastonato in una struttura realizzata a muratura dallo stile tipico del periodo fascista tant’è che ancora sono visibili ai lati della iscrizione i segni asciti dai fasci littori, poi successivamente divelti. L’interessante giornata è organizzata dalla delegazione Fai della Locride e della Piana presieduta da Titty Curinga.

ARISTIDE BAVA

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