2 Dicembre 2020

Neanche dieci giorni fa avevo richiamato l’attenzione sul c.d. “Centro Protesi Inail” ponendo delle domande sulla gestione, sull’operatività, sulle responsabilità.

 

Ieri abbiamo appreso che sei fisiatri, che lavoravano presso il Centro, hanno subito l’interruzione del contratto di lavoro. Mettendo da parte le spiacevoli modalità di preavviso dell’interruzione che i sei professionisti lamentano, appare evidentemente anomalo che nel mentre si registra un incremento eccezionale del carico di lavoro e di afflusso di persone, per come da loro affermato, ben sei fisiatri, figure di particolare importanza per un centro che fa riabilitazione, vengano mandati a casa. 

 

Ricordo, inoltre, che il Centro Protesi, già di per sé importante per le attività che avrebbe dovuto svolgere, ha anche incorporato il reparto di riabilitazione presente nell’ospedale di Lamezia Terme, causandone quindi la chiusura ed il trasferimento del personale e dei pazienti.

 

In un momento in cui, quindi, la confusione regna sovrana, sarebbe d’obbligo fare chiarezza sulla tutta la situazione riguardante il Centro Protesi. Chi gestisce la struttura? L’Inail, come in altri posti nel resto della nazione, o l’ASP e direttamente il presidio ospedaliero di Lamezia Terme? Ed in questo secondo caso quante risorse sono state impegnate, da dove sono state sottratte e con quali risultati? 

Quali sono le attività svolte dal Centro Protesi e con quali risultati? Quanti pazienti vengono trattati? A distanza di un anno dal suo trasferimento, quali risultati sono stati prodotti dal reparto di riabilitazione trasferito dall’Ospedale di Lamezia Terme? I servizi offerti dal Centro Protesi sono accreditati dalla Regione? Chi risulta essere il Dirigente della struttura visto che ci sono state comunicazioni discordanti in passato?

 

Tutti abbiamo a cuore che la struttura rappresenti quello per cui (faticosamente) è nata: il centro di eccellenza per tutto il meridione sulla creazione ed installazione di protesi e riabilitazione. Si faccia adesso luce, si assumano responsabilità e si tracci la rotta per lo sviluppo efficiente della struttura.

 

 

 

Sebastiano Barbanti 

 

 

 

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