ESCE DAL CARCERE E RIPETE GLI STESSI REATI

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Dopo avere scontato la pena che gli era stata inflitta per maltrattamenti, atti persecutori e minacce, non appena uscito dal carcere torna a commettere gli stessi reati. È la triste realtà sicuramente non di un singolo caso isolato ma di tanti altri, probabilmente sottaciuti, e che si svolgono tra le mura di casa di tante città.

Un giovane 32enne infatti, dopo avere scontato la sua pena per maltrattamenti in famiglia ha ripreso a vessare e minacciare la propria ex moglie e i figli, ancora minorenni con veri e propri atti persecutori, ripetuti al punto tale da richiedere nuovamente l’intervento delle forze dell’ordine che lo hanno ricondotto in carcere su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Si tratta di un altro caso di violenze sulle donne e su minori; uno dei tanti che purtroppo sono attivi nella società nella quale viviamo e che segnano tristemente e ancora una volta la miserabilità e la tristezza dell’essere e dell’agire dell’uomo e che allo stesso tempo ci consentono di fare una riflessione su quanto diffuso è questo fenomeno nella società al punto tale da essere diventato una vera e propria emergenza sociale.

I dati relativamente al fenomeno risultano essere davvero allarmanti e denunciano la crescita esponenziale del fenomeno stesso evidenziando anche le tristi tipologie di violenza che costantemente le vittime sono costrette a subire: schiaffi, pugni, minacce e anche morsi che dimostrano inequivocabilmente lo stato di sottomissione e di paura psicologica alla quale una donna vittima di violenze e costretta da parte di mariti, fidanzati, partner ed ex partner.

Dalla riflessione che è dunque possibile fare emerge anche un importante interrogativo: sotto il profilo legale come è possibile intervenire in maniera più ferma e decisa affinché tali scellerati e inumani atti vengano fermati una volta per tutte? Dal punto di vista legislativo, le leggi e gli strumenti sono davvero sufficienti o occorre modificare le normative in atto? Occorre inoltre a nostro avviso, attuare una maggiore sensibilizzazione a livello sociale affinché si stimoli la nascita nelle mente di ciascun individuo di quello che è il concetto di rispetto fisico e morale della donna, da non considerarsi assolutamente inferiore ma pari all’uomo anche nella sua più intima dignità.

 

Vincenzo CREA

 Referente unico dell’A.N.CA.DI.C

 e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

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