1 Dicembre 2020

Pubblichiamo, integralmente, la nota della Funzione Pubblica CGIL di Reggio Calabria, a firma del segretario generale, Francesco Callea.

La FP CGIL di Reggio Calabria evidenzia, una volta di più, la critica situazione in cui versa il personale medico dell’UOC di Medicina e Chirurgia di Accettazione , ed in particolare le condizioni in cui gli operatori sanitari si trovano ad operare.
Infatti, a fronte della chiusura di alcuni reparti, ed alla diminuzione di posti letto in altri, il Pronto soccorso e l’OBI si sono di fatto sostituiti alle Unità operative che non operano a pieno regime. Ciò ha comportato, per come facilmente intuibile, un sovraffollamento nell’UOC MCAE che ha affrontato tale emergenza in assoluta carenza della pianta organica che è di molto sottodimensionata, dimostrando comunque notevole abnegazione e spirito di sacrificio.
Ad oggi l’Unità operativa, infatti, consta di soli 19 medici effettivi che devono ruotare su turni giornalieri h 24, e su tre reparti, ossia Pronto soccorso, OBI e Medicina d’urgenza.
In siffatta situazione, aggravata esponenzialmente dall’emergenza Covid – 19, i lavoratori stanno operando senza la garanzia del riposo compensativo, aggiornamento professionale, e senza la possibilità di programmare e godere delle ferie.
La situazione dunque non risulta più sostenibile poiché, proprio i medici più esposti nell’emergenza pandemica, e che quindi hanno dovuto già sopportare il peso della pressione fisica e psicologica derivante dalla diffusione del Covid -19, continuano a lavorare con turni massacranti e senza poter usufruire di quegli indispensabili strumenti previsti dal CCNL a tutela della salute dei lavoratori.
Con la conseguenza che si innalzano in modo esponenziale le possibilità di errore, diagnostico e terapeutico.

La FP CGIL, per bocca del suo Segretario Generale Francesco Callea, chiede a chi di dovere, un tempestivo intervento per garantire ai medici dell’UOC MCAE di poter godere dei riposi e delle ferie, oltre che previsti dal Contratto nazionale, doverosi nei confronti di chi si è battuto in prima linea, trascurando i propri affetti e mettendo a repentaglio la propria salute per garantire quella altrui.

Il Segretario Generale, Francesco Callea

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