LA MAGIA DELL’ANTICA KAULON RIAPRE LE PORTE AI VISITATORI

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Ingressi da giovedì con misure di sicurezza
 

Chiuso ai visitatori circa tre mesi fa per il lockdown, finalmente riapre in piena sicurezza. Da giovedì studiosi e appassionati potranno tornare a visitare le sale dove reperti e oggetti di valore inestimabile raccontano la storia dell’antica Kaulon, colonia greca i cui resti furono individuati il 18 maggio 1911 sul promontorio di Punta Stilo dall’archeologo Paolo Orsi, il quale porto alla luce i resti di un tempio dorico. Da quella “pietra miliare” che fu il lavoro dello studioso, da quel momento la Soprintendenza archeologica della Calabria e le più prestigiose Università nazionali ed estere hanno avviato varie campagne di scavi alla ricerca delle tracce di un periodo velato di oblio dallo scorrere del tempo, intessendo il filo narrativo di interi capitoli di storia avvolti dalla leggenda e dalle ipotesi.

Da allora molti misteri sull’antica colonia greca sono stati decodificati documentando la valenza del sito a livello internazionale e richiamando continuamente nel Museo insigni studiosi che vengono per ammirare reperti di grandissimo pregio come la “Testa della Sfinge della Passoliera”, la più preziosa delle sculture architettoniche in terracotta di età arcaica, il “Mosaico del drago”, prezioso reperto diventato, dopo la scoperta avvenuta negli anni ’60, nell’androne di una delle domus più sontuose dell’antica città di Kaulonia, simbolo identitario della cittadina monasteracese, o la “tabula cauloniensis”, tavoletta bronzea contenente il testo più lungo scritto in un idioma acheo della Magna Grecia.

IMMA DIVINO (Gazzetta del Sud)

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