Mer. Mag 12th, 2021

Diventa sempre più critica la situazione nell’ospedale spoke. La grave affermazione, in una nota congiunta, viene dalla presidente del comitato “Difendiamo l’ospedale”, Bruna Filippone, e dal portavoce di “Comunità Competente”, Rubens Curia, che evidenziano come sia he «proprio difficile sperare di curarsi nel nostro territorio. Tra servizi fatiscenti, carenza cronica di personale, attrezzature mancanti o obsolete e continue disfunzioni organizzative, i cittadini della Locride vedono, ogni giorno che passa, negato sempre di più il loro diritto alla salute ed all’assistenza sanitaria».

Filippone e Curia evidenziano non solo che «pazienti e famiglie sono costretti a spostarsi o a pagare di tasca propria oltre il 30 % in più rispetto agli anni precedenti, solo per poter avere una visita specialistica» ma anche che pazienti «giunti all’ospedale di Locri, anche in condizioni critiche, devono essere trasferiti a Polistena o presso altre strutture per poter avere una prestazione diagnostica».

I due rappresentati dei comitati civici sottolineano di non sapere «se queste criticità, più volte denunciate, dipendano da inerzia, inettitudine o, peggio ancora, da una precisa volontà di un progressivo depotenziamento della struttura ospedaliera che, nelle condizioni in cui viene lasciata, non è in grado, in molti settori, di dare adeguate risposte ad un territorio così vasto e popoloso». Tra queste criticità viene evidenziata quella inerente «l’impossibilità di eseguire esami specialistici presso la struttura di Gastroenterologia dell’ospedale di Locri». A tal proposito Filippone e Curia ricordano che «ai primi di maggio, dopo la paventata chiusura della struttura per la mancanza di attrezzature, è stata data notizia che il problema era risolto. A distanza di poco più di un mese, il mancato acquisto delle attrezzature necessarie, richieste e promesse da tempo, riporta la situazione al punto di partenza».

Da parecchi giorni, infatti, non possono essere eseguiti presso l’ospedale spoke esami gastroenterologici di base come la colonscopia, per problematiche tecniche inerenti le attrezzature in dotazione. Stiamo parlando di strumentazione indispensabile, il cui costo non è poi neanche così rilevante, senza della quale non è possibile fare una diagnosi. I pazienti devono, pertanto, essere trasferiti presso l’ospedale di Polistena o di Melito per eseguire questi accertamenti».

Una situazione inaccettabile e umiliante anche per gli stessi professionisti che operano nella struttura e per l’incremento dei costi. «Come si fa a dire che è difficile reperire personale che voglia venire a lavorare a Locri – si legge nella nota -, quando poi, una volta reclutato, non si fa nulla per favorire l’efficienza operativa della struttura? Possono dei professionisti seri pensare di lavorare in un ospedale dove manca l’attrezzatura minima indispensabile per la diagnosi e la terapia? Per non parlare, poi, del mancato avvio dello screening del tumore del colon-retto nella nostra Azienda, che in Calabria produce oltre 557 decessi annui essendo la più frequente neoplasia tra la popolazione, rientrante nei Lea sin dal lontano 2001 per la quale sono stati erogati, da oltre 10 anni, all’Azienda sanitaria specifici fondi. Ma, purtroppo, parlare di prevenzione nell’Asp di Reggio Calabria è pura e semplice utopia».

Di fronte a questa grave situazione sarebbe giunto il momento che «la terna commissariale dia risposte a bisogni di salute che riguardano tutti noi cittadini: non è possibile non garantire un esame diagnostico quale la colonscopia che salva la vita». Pur riconoscendo che le problematiche che hanno portato all’inefficienza del sistema sono numerose e complesse e che molte sarebbero anche di vecchia data Filippone e Curia evidenziano che «sulla questione del personale mancante o delle attrezzature necessarie, occorre avere il coraggio di pretendere, da subito, che si intervenga con rapidità ed incisività. Al momento, continuiamo ad avvertire sempre di più solo il peso delle cose non fatte e delle promesse non mantenute».

FONTE GAZZETTA DEL SUD

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