MATTEO SALVINI INAUGURA LA SEDE DELLA LEGA A REGGIO CALABRIA: «IL PONTE S’HA DA FARE»

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Il leader del Carroccio: «Unire il centrodestra per mandare a casa la sinistra, prima il progetto e poi i nomi dei candidati». Per la prima volta la Lega si presenta col suo simbolo alle comunali a Reggio e Crotone

 «Meglio l’aria che si respira a Reggio Calabria». Il leader della Lega Matteo Salvini, giunto oggi in riva allo Stretto per inaugurare la sede provinciale della Lega, si gode il bel sole e il bagno di folla (per non dire l’assembramento) a pochi metri dalla Prefettura prima di infilarsi nella nuova segreteria dove terrà una conferenza stampa. Il taglio del nastro accanto al segretario provinciale Franco Recupero e Francesca Porpiglia, giovane assessore leghista al Comune di Villa San Giovanni. Dentro, seduto al tavolo con il vicepresidente della giunta regionale Nino Spirlì, con il consigliere regionale Tilde Minasi e con il segretario provinciale e quello cittadino, Emiliano Imbalzano, Salvini si è concesso alle domande dei giornalisti.
GLI STATI GENERALI DELL’ECONOMIA Meglio l’aria dello Stretto che quella dei saloni di villa Pamphili dove il presidente Conte ha inaugurato gli Stati generali dell’economia. Salvini risponde così alla domanda dei cronisti sulla tenuta del governo: «Dovete chiederlo a Renzi, a Zingaretti, oggi leggevo sui giornali che si stanno pestando all’interno loro, quindi preferisco oggi essere a Reggio che non in villa a Roma perché c’è una brutta aria fra Pd, Cinquestelle, Renzi e compagnia».
La vita reale contro quella rarefatta di villa Pamphili: «Oggi ho visto che ci saranno in teleconferenza da Bruxelles professori, scienziati, poi nei prossimi giorni ci saranno chef, registi, architetti milionari, con tutto il rispetto io mi confronto col governo nelle sedi istituzionali, quindi alla Camera, al Senato e a Palazzo Chigi, e ieri ho preferito incontrare pescatori e lavoratori siciliani, oggi preferisco incontrare lavoratori, artigiani, portuali, medici, calabresi, perché la vita reale è questa non quella dei milionari dell’altra parte del mondo».
INCHIESTA SULLE ZONE ROSSE Ancora una stoccata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rispondendo alle domande sull’inchiesta sulle zone rosse: «E’ finalmente emersa la verità dopo mesi di bugie. Spettava al governo, perché una zona rossa per essere protetta ha bisogno dei militari per controllare chi entra e chi esce. I militari, l’Esercito, i Carabinieri, la Polizia, dipendono dal governo ovviamente non dai sindaci o dai governatori». «Da italiano – ha aggiunto Salvini – e da lombardo vorrei sapere chi doveva e non ha fatto e perché. Quindi ringrazio la Procura di Bergamo perché ha portato elementi di chiarezza e mi stupisco che qualcuno dei 5 Stelle che a differenza del passato adesso quasi vorrebbe indagare qualcuno in Procura a Bergamo, i due pesi e due misure, però è importante che emerga la verità, a Bergamo come in Calabria come ovunque. Io commento le sentenze non le inchieste, però che il procuratore aggiunto abbia detto che spettava al governo mi sembra un’operazione verità importante».
LE PROPOSTE DELLA LEGA Fin qui le critiche, ma ci sono anche le proposte: «Siamo pronti con le proposte, quando arriverà il decreto Rilancio in aula, già settimana prossima: modello Genova per azzerare la burocrazia, taglio delle tasse modello flat Tax, apertura dei cantieri, in primis il ponte sullo Stretto, quindi noi siamo pieni di proposte da fare speriamo che ci ascoltino».
MES NO GRAZIE Del Mes non vuol sentire parlare, Salvini non si fida, nemmeno se utilizzato per la Sanità: «Preferisco – ha chiarito – che quei soldi vengano trovati in Italia perché nel Mes la nostra critica non è pregiudiziale. Continua ad essere agli articoli 13 e 14 del trattato istitutivo che prevedono delle condizionalità per la restituzione e per l’erogazione». «Non a caso – ha aggiunto – la Grecia ha detto no, la Francia ha detto no, la Spagna ha detto no, il Portogallo ha detto no. Tutti han detto no, se fosse un regalo a pacchetto chiuso, la Grecia è messa peggio di noi e i buoni del tesoro in Grecia hanno l’interesse doppio rispetto all’Italia, quindi se perfino i greci che non stanno passando un gran periodo hanno detto “Mes no grazie”, evidentemente non è un percorso così vantaggioso come qualcuno racconta».

 

IL PONTE SULLO STRETTO «Per me s’ha da fare». Il leader del Carroccio è perentorio, come un personaggio manzoniano, nel ritenere strategica quest’opera pubblica che ciclicamente viene proposta, progettata, finanziata e accantonata: «Per me è una priorità, al di là delle merci, anche turisticamente parlando dà l’idea dell’Italia che corre quindi per me s’ha da fare». Il Covid-19 ha cambiato tutto, vuoi vedere che stavolta si fa pure il Ponte? «Il virus, fra tanti danni, fra tanti morti, fra tanta crisi economica, ci lascia il dovere di cambiare tutto rispetto al passato. Negli anni passati c’è stato un dibattito, ma anch’io personalmente in passato avevo più d’una perplessità su quest’opera, adesso penso che sia fondamentale investire in infrastrutture. Il Ponte che unisce non solo Messina a Reggio ma unisce l’Italia all’Europa perché è un ponte che parte da Trapani e finisce a Stoccarda. L’alta velocità Napoli-Bari, la dorsale adriatica, la Tav, mai come adesso c’è bisogno di cantiere, che significa lavoro e significa velocità».
Chi realizzerà il Ponte? Salvini non ha dubbi, anzi a domanda (che si pone da solo) risponde: «Se mi chiedi se una maggioranza Pd-Cinquestelle, che ovviamente discute anche sul tombino sul lungomare di Reggio farà il Ponte, no. Mi sembra evidente che i Cinquestelle piuttosto che fare il Ponte o la Tav o l’alta velocità si mettano in costume da bagno. Conto che ci sia un’altra maggioranza scelta dagli italiani che ha nelle opere pubbliche una sua priorità».
Se perfino le Caronti danno il placet, poi, è tutto in discesa: «Ho parlato stamattina anche con gli stessi proprietari della linea di traghetti, la Caronte, che dovrebbero essere i primi a essere ostili e invece mi dicono “No, anzi più gente viaggia, più gente arriva, più gente si sposta tra Sicilia e Calabria meglio è”. Certo non faccio l’urbanista – ha messo le mani avanti Salvini – non faccio l’ingegnere, l’importante è che ci sia un progetto serio». «Ambiente e lavoro – assicura – possono coesistere», del resto secondo il leader leghista ai pescatori di Bagnara Calabra fanno più danni le regole europee sulle reti da pesca di quanti ne farebbe il Ponte sullo Stretto.
UNIRE IL CENTRODESTRA «I rapporti con Forza Italia – spiega rispondendo alle domande dei giornalisti sui rapporti col partito di Berlusconi – sono buoni, sia a livello nazionale che a livello regionale che a livello locale e a livello calabrese e a livello delle centinaia di comuni che andranno al voto in autunno, il nostro obiettivo è unire. Come prima forza politica del Paese e del centrodestra, unire». «Qua a Reggio la priorità è mandare a casa la sinistra e non solo a Reggio, anche in tante regioni, dalla Puglia alla Campania, dalla Toscana alle Marche, la priorità a mandare a casa la sinistra e quindi contiamo di avere squadre compatte e per quanto possibile anche innovative. Quindi lo sforzo che noi chiediamo agli alleati di centrodestra è guardare avanti e non sempre fermarsi a quello che accade in passato. Questo vale soprattutto per le elezioni regionali».
PRIMA IL PROGETTO, POI IL CANDIDATO «Per mia abitudine, io son fatto così, il nome del candidato sindaco o governatore arriva alla fine di un percorso che prima mette al centro il progetto». Salvini ha dribllato così le domande sull’estremo ritardo del centrodestra nell’indicare un candidato sindaco da contrapporre all’uscente Giuseppe Falcomatà. Salvini quindi ha elencato i temi cruciali di cui si discuterà a Reggio e Crotone: «Il tema rifiuti, a Reggio, il tema lavoro, il tema infrastrutture, il tema Statale 106 a Crotone. Prima il progetto, alla fine il nome. Può essere indicazione di un partito, può essere senza tessera di partito. E’ chiaro che in questo momento se qualcuno che non ha mai fatto attività politica si avvicina per me è un valore aggiunto. Ciò non toglie che ci possano essere anche iscritti ai partiti però non lo dico per forma, lo dico veramente. Poi è chiaro che bisogna arrivarne a una entro i prossimi giorni». «Il governo – ha aggiunto Salvini – penso che fisserà questa settimana la data del voto, almeno così ci han detto, dovrebbe essere a fine settembre adesso non so quale weekend. E’ chiaro che siamo a metà giugno, ci sono 100 giorni, io penso che in 100 giorni un’idea di Reggio, un’idea di Crotone ben precise abbiamo modo di spiegarla ai cittadini. Il nome, saremo un po’ strani, però per noi arriva come ultimo percorso, non come primo tassello. Sia su Reggio che su Crotone ci sono diverse persone che hanno dato la propria disponibilità, meglio avere l’imbarazzo della scelta che non essere costretti a una scelta unica».
Salvini non fa nomi ma nonostante i proclami, finora, gli unici due nomi che circolano in quota lega tra i bene informati sono Antonino Minicuci, 66enne di Melito Porto Salvo, già direttore generale della Provincia di Reggio Calabria, e Angela Marcianò, ex assessore alla legalità della giunta Falcomatà, ma soprattutto ex membro della direzione nazionale del Pd con Matteo Renzi. «L’importante – ha tagliato corto Salvini – è che ci siano, almeno su questo sarò assolutamente intransigente, persone al di sopra di ogni sospetto. Questo anche a Lecco, perché si vota anche a Lecco, non perché a Reggio ci siano problemi particolari».
CASO VITALIZI Eppure a Reggio e in Calabria qualche problemuccio particolare ci sarebbe, come la legge sui vitalizi approvata e poi rimangiata dal Consiglio regionale: «Ho detto subito non ci hanno votato per tornare indietro ma per guardare avanti quindi cosa fatta capo ha, reset. Oggi vedrò la governatrice Santelli a cui durante la chiusura ho mandato più di una comunicazione, più di un complimento per il coraggio con cui ha affrontato la situazione, e adesso si riparte». «Ieri – ha aggiunto Salvini riferendosi all’assessore regionale Nino Spirlì che gli sedeva accanto – ho passato tutta la giornata col suo omologo, l’assessore ai beni culturali e all’identità siciliana, adesso che si è tornati a uscire fortunatamente dopo tre mesi di chiusura, la prossima volta che torno sia a Reggio che a Messina mi piacerà farlo coi due assessori ai beni culturali e all’identità siciliana e calabrese per unire, come unirà il Ponte queste due realtà, anche culturalmente. Sicilia e Calabria perché la cultura è lavoro, a differenza di quanto sosteneva qualcuno in passato, con la cultura si mangia. Coi musei, con le biblioteche, coi beni archeologici si crea e si dà lavoro, sia in Calabria che in Sicilia». «Saremo giudicati fra 4 anni e mezzo da quello che avremo fatto. Siamo in giunta in Calabria, in Sicilia, in Molise, in Basilicata, in Abruzzo, spero presto in Puglia e in Campania, e poi – ha auspicato – chiediamo di essere giudicati sui fatti».
LE INDAGINI IN RIVA ALLO STRETTO Nel capitolo “problemi” recenti ci sono il deputato leghista Domenico Furgiuele, indagato per turbativa d’asta dalla Dda di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta Waterfront, e l’attuale assessore regionale della giunta Santelli, Domenica Catalfamo, indagata per associazione per delinquere finalizzata allo scopo di commettere una pluralità di delitti contro la pubblica amministrazione e inoltre è accusata in concorso di corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio nell’ambito dell’indagine Helios, condotta anche in questo caso dalla DDA di Reggio Calabria e che vede coinvolti anche cinque esponenti della maggioranza del sindaco Falcomatà. Sia per Furgiuele che per Catalfamo che per i cinque amministratori comunali reggini, le accuse non riguardano reati di ‘ndrangheta. Se per il premier Conte sulle zone rosse poteva sembrare un po’ giustizialista, sia per Furgiuele che per Catalfamo Salvini si riscopre assolutamente garantista, ma a dire il vero anche per  i cinque amministratori comunali vicini a Falcomatà: per Salvini destra o sinistra non importa, sono parimenti non colpevoli fino a condanna definitiva. Il leader “assolve”, o meglio “non condanna” né l’operato degli uni né quello degli altri: «Non commento le inchieste ovunque vadano, spero che tutti dimostrino la loro estraneità, se qualcuno fosse invece dimostrato responsabile o corresponsabile, come Lega ovviamente non taceremmo. Un sospetto non mi basta per condannare una persona, almeno in un paese civile è così».
LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA Un paese civile, l’Italia, che però ha bisogno urgentemente di una ritoccatina ai codici ed ecco che si arriva alle domande sul caso Palamara: «La riforma della Giustizia è una priorità, non per questo governo perché non penso che il ministro Buonafede sia all’altezza onestamente, non riesce a sedare le rivolte nelle carceri figurati se riforma la Giustizia». «La bozza – ha aggiunto Salvini – l’ha data Carlo Nordio, l’ex procuratore di Venezia. Riforma del Csm, riforma della giustizia civile, riforma della Giustizia penale, soprattutto per dare risposte alle imprese perché difficilmente imprese dall’estero vengono a vestire in Italia o in Calabria se non hanno certezza dei tempi dei processi».
«La riforma della giustizia sarà una priorità per il prossimo governo, da fare – un cenno di autocritica da parte di Salvini – a differenza di quello che provò a fare il centrodestra in passato, insieme ai magistrati e agli avvocati, non contro i magistrati e gli avvocati». «La separazione delle carriere – ha aggiunto Salvini – secondo me è fondamentale, l’estrazione a sorte dei membri del Csm per segare le correnti secondo me è fondamentale, avere tempi certi per i processi con la responsabilità di chi non rispetta questi tempi è assolutamente fondamentale». «E’ chiaro che – ha concluso sul punto – fare la riforma della Giustizia col signor Palamara dopo quello che ha detto sarà complicato per quello che mi riguarda, però fortunatamente ce ne sono altre migliaia di magistrati».
RISCOSSA PER MOLTI CALABRESI Un’ultima battuta prima di ripartire alla volta di Maropati per una visita alla cooperativa sociale “Futura” e di lì a Tropea: «Lavoriamo per unire, penso che questa settimana sarà quella in cui chiuderemo tutto. Spero anche i comuni, perché per la prima volta ci presenteremo coi nostri simboli sia a Reggio che a Crotone e stiamo tirando su una bella squadra per metà fatta di gente che non ha mai fatto politica e quindi vuol dire che la Lega è motivo di riscossa per molti calabresi». Per tutti gli altri, invece, il successo della Lega al Sud resta motivo di imbarazzo.

Fabio Papalia (Corriere della Calabria)

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