2 Dicembre 2020

Si è svolta nei giorni scorsi a Roma l’assemblea nazionale del Movimento politico “Italia del Meridione” che ha ufficializzato la nascita del dipartimento “Minoranze”. L’incontro ha visto la partecipazione di alcuni rappresentanti della comunità arbëreshë e albanese, esponenti di varie associazioni e istituzioni, provenienti da sette regioni d’Italia. I partecipanti, in un clima entusiasmante e benevolo, hanno deciso all’unanimità di percorrere un programma comune affinché vengano garantiti i giusti riconoscimenti, anche in Parlamento, alle comunità arbëreshë che da oltre cinque secoli rappresentano la massima espressione di integrazione sociale in Europa. È emerso, quindi, la necessità di chiedere un incontro con il ministro degli esteri Di Maio a cui sottoporre tali richieste e intraprendere azioni mirate a sottolineare il vero valore delle minoranze linguistiche, partendo proprio dalla Legge 482 del 1999 che ha visto negli anni ridurre la propria capacità finanziaria.

A promuovere l’incontro il delegato nazionale di Italia del Meridione, Cataldo Pugliese che ha dichiarato: “Serve una volta per tutte dar voce alla minoranza etnico linguistica più longeva d’Europa e che oggi vuole essere più che mai protagonista anche nello scenario politico italiano. Dobbiamo chiamare a raccolta l’elettorato delle nostre comunità composto da circa un milione di persone, reclamando un riconoscimento politico e culturale sullo scacchiere europeo. Il portavoce nazionale conclude il suo intervento soffermandosi sull’essenza del movimento politico IDM che ha come missione e filosofia l’ascolto dei territori e delle sue comunità, nel rispetto delle differenze culturali che hanno contribuito a rendere l’Italia quel Bel Paese di cui si sente la mancanza e che vuole riemergere, ripartendo proprio dall’unione (e non unità) di quegli 8000 campanili che ne racchiudono l’immenso patrimonio storico culturale.

Tra i partecipanti Lindita Elezi, già commissaria per le pari opportunità della Regione Marche e capogruppo consigliare del Comune di Jesi, che ha affermato: “Siamo il popolo più numeroso in Italia e ci batteremo con impegno e passione per rappresentare in Parlamento i diritti delle minoranze, sottoponendo proposte e soluzioni, partendo dall’insegnamento della lingua. È arrivato il momento di unire le forze per creare un punto di riferimento in Italia, di questa importante e affascinante minoranza etnico linguistica”.

Fino ad oggi è mancata la capacità di fare unione tra i 50 comuni arbëreshë d’Italia, non basta l’associazionismo se pur prezioso ma urge più che mai creare una voce politica che si renda protagonista delle proprie esigenze, ricchezze e bellezze, queste le conclusioni.

 

Ufficio Stampa Italia del Meridione

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