4 Dicembre 2020

Sono ripresi regolarmente gli incontri di preghiera, presso il rinomato Santuario Nostra Signora dello Scoglio, a Santa Domenica di Placanica. Presso l’opera mariana, nota a livello mondiale, e fondata da Fratel Cosimo Fragomeni, dopo aver avuto l’apparizione della Madonna, la prima volta l’undici maggio 1968, ogni giorno viene celebrata la Santa Messa e ogni mercoledì sabato e domenica, nonché il primo sabato di ogni mese, si svolgono incontri particolari di preghiera, alcuni dei quali presieduti dal Vescovo della Diocesi di Locri – Gerrace, monsignor Francesco Oliva. Nell’incontro di domenica scorsa, mandato in diretta dalla nostra emittente, Fratel Cosimo, nella propria evangelizzazione, ha espresso: “Cari fratelli e sorelle, sono lieto di porgere a tutti voi un cordiale benvenuto nel nome del Signore. Dopo un lungo periodo in cui è caduto il silenzio sullo Scoglio di Santa Domenica, trascorsa ormai la fase critica riguardo il contagio del coronavirus, la pandemia che purtroppo ha conquistato il mondo, finalmente, anche se nel rispetto delle regole stabilite, possiamo condividere la gioia nel partecipare di nuovo agli incontri di preghiera e alle celebrazioni liturgiche, anche se ancora, diciamo, non in maniera libera ma contenuta, rispettando alcune norme riguardo il comportamento di tutti noi. Cerchiamo dunque di osservare tutto quanto è stato predisposto senza perdere la pazienza, in attesa che tutto si possa normalizzare come prima, poiché questa non è altro che una fase transitoria e con l’aiuto della Santa Vergine supereremo anche questa. Oggi, vogliamo rendere grazie al Signore, alla Vergine Santissima Nostra Signora dello Scoglio, insieme al nostro caro protettore S. Emidio, per averci protetti dal contagio del coronavirus. Sta di fatto che la nostra Regione rispetto alle altre, è stata, possiamo dire, l’unica con pochi casi di contagio. Di certo la Madonna ha vegliato su di noi e non ha fatto mancare il suo soccorso, poiché l’abbiamo invocata con forza ai piedi dello Scoglio Benedetto, chiedendo la liberazione dal pericolo della pandemia, in virtù dei sette dolori che Lei ebbe sulla terra. Ora, sempre fiduciosi nel Signore e nella Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, in questa odierna solennità della Santissima Trinità, vogliamo aprire il nostro cuore e accogliere la Parola del Signore, tratta dal Vangelo di Giovanni c. 3 v. 16 e 17. Essa così dice: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui”. Fratelli e sorelle, questi due versetti del Vangelo di Giovanni ci invitano ad una attenta riflessione. Attraverso la riflessione noi, alla luce del Vangelo che abbiamo appena ascoltato, impariamo a conoscere l’amore di Dio per il mondo, cioè per l’umanità, quindi l’amore da parte di Dio per me e per te personalmente, e non solo, vediamo anche la suprema dimostrazione che Egli ha dato del suo amore, e cioè nell’inviare il suo unigenito Figlio Gesù Cristo, affinché chiunque crede in Lui non vada perduto ma abbia la vita eterna. Non vorrei che il pensiero che sto per esprimere fosse errato, poiché io credo e sono pienamente convinto che tutto il Vangelo è contenuto in questo meraviglioso versetto: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non perisca, cioè non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Da questi pochi versetti del Vangelo appare molto chiaro che Dio si volge verso l’uomo solo per amore, ed il suo amore non è limitato ad alcuni o ad un gruppo di persone, ma il suo dono è per tutto il mondo, cioè per tutti gli uomini. Dio ha manifestato il suo grande amore per mezzo del dono più prezioso se vogliamo, il suo unigenito Figlio. Dio non ama i peccati degli uomini o il malvagio sistema di questo mondo di falsità, di inganni e di soprusi, ma ama le persone e non vuole che alcuno perisca, si perda. La misura dell’immenso amore di Dio è indicata dal fatto che ha dato il suo unigenito Figlio. Dio se vogliamo, non ha altri figli come il Signore Gesù Cristo. Fu proprio il suo infinito amore che lo spinse a dare il suo unico Figlio per l’umanità peccatrice e allo stesso tempo ribelle. Ma facciamo bene attenzione. Ciò non significa che chiunque sarà salvato. Mi piace essere chiaro: prima di ricevere da Dio la vita eterna, l’individuo deve riconoscere, credere e accogliere ciò che Gesù Cristo ha fatto per lui, e cioè il sacrificio di se stesso sulla croce per la nostra salvezza. Ecco perché l’Evangelista Giovanni aggiunge nel Vangelo sul quale stiamo facendo la nostra riflessione, l’espressione: “Chiunque crede in Lui sarà salvato”. Miei cari in Cristo, non occorre che alcuno vada perduto,lo dico nel modo più assoluto. Proprio per questo ci è stato procurato un mezzo, mediante il quale chiunque può essere salvato, purché ciascuno creda veramente in Gesù Cristo e lo accolga nella propria vita come Messia Salvatore, mandato da Dio, per la salvezza dell’umanità. Quindi, chiunque accoglie l’unigenito Figlio di Dio entra subito, immediatamente in possesso della vita eterna. Ma che cos’è la vita eterna? La vita eterna è se vogliamo, una nuova qualità di vita, molto diversa da quella che stiamo vivendo oggi sulla terra, e di tale vita il vero credente è già in possesso fin da ora, e per sempre. Lo scopo del Padre celeste nel mandare suo Figlio Gesù nel mondo, è per la salvezza e non per la condanna. Infatti lo abbiamo udito dal Vangelo: “Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui”. Egli, sappiate bene e ricordiamolo tutti che non vuole assolutamente la morte degli empi, ma desidera che tutti giungano alla conoscenza della verità e tutti siano salvati, come dice l’apostolo Paolo nella Prima Lettera a Timoteo. Sta scritto nel Libro del Profeta Ezechiele al c. 18 v. 23: “Forse che io ho piacere della morte del malvagio dice il Signore Dio o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?”. Cari fratelli e sorelle, dobbiamo avere le idee ben chiare: Dio non è, come a volte sentiamo dire da qualcuno, un dominatore crudele e inflessibile, che desidera di riversare la propria ira sull’umanità. Il suo cuore paterno, misericordioso è pieno di tenerezza per tutti gli uomini: per salvarli, Egli ha fatto tutto ciò che poteva fare. Dio avrebbe potuto mandare suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma non l’ha fatto. Questo significa che Dio ci ama, e ci ama di un amore eterno, perché Dio è amore, misericordia e compassione. A questo punto ciascuno di noi dovrebbe farsi alcune domande: come rispondo io a questo amore incondizionato che Dio ha nei miei confronti? Mi rendo dunque sensibile nel ricambiare Dio con lo stesso amore col quale Lui mi ama? Oppure rimango indifferente, insensibile, disinteressato, freddo e apatico? Se così fosse, miei cari nel Signore, dobbiamo rivedere un po’ la nostra vita, interrogare la nostra coscienza e incominciare a vivere una vita veramente cristiana, incominciare ad amare Dio nel vero senso della parola, con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra mente e con tutte le nostre forze, e non solo, ma allo stesso tempo amare il prossimo, cioè i nostri fratelli e le nostre sorelle, con lo stesso amore col quale amiamo noi stessi. E concludo: nella Prima Lettera di Giovanni al c. 4 v. 20 dice la Parola del Signore: “Noi non possiamo amare Dio che non vediamo, se non amiamo i fratelli che vediamo”. La prova autentica del nostro amore verso Dio sapete qual è, e in che cosa consiste? Che noi tutti, uomini e donne, custodiamo veramente nel nostro cuore e mettiamo in pratica nella nostra vita gli insegnamenti del Signore contenuti nel Vangelo. Voglia la Vergine Santissima Nostra Signora dello Scoglio aiutarci a credere nel Salvatore Gesù Cristo e tenere sempre presente nella mente e nel cuore le parole che Gesù disse a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Dite Amen. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo.”

Servizio di FRANCESCA CAVALLO

DI SEGUITO LA LOCANDINA DEL PROGRAMMA

Immagini della statua di Nostra Signora dello Scoglio e di Fratel Cosimo, col vescovo (sullo sfondo Cosimino e Nicola)

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