Mar. Gen 19th, 2021

In questa fase post coronavirus, in cui si stanno rendendo disponibili risorse per l’economia e, in particolare, per le infrastrutture, è il momento di avviare la costruzione di nuove carceri in Italia, distribuite nelle tre aree del Paese, nord, centro e sud, per ventimila posti e risolvendo il problema del sovraffollamento carcerario. E’ quanto ha espresso il Procuratore Capo di Catanzaro, in più occasioni e, specificatamente, in una intervista al “Fatto”. Il problema dell’edilizia carceraria, se lo si vuole risolvere, bisogna fare tesoro delle parole del Grande Magistrato. Fino ad oggi, rispetto al problema dell’affollamento carcerario, si è pensato al reperimento di caserme in disuso, per riconvertirle in penitenziari. Ciò in antitesi a ciò che avviene in altri Paesi, dove esistono maxi penitenziari, moderni ed efficienti, capaci di ospitare migliaia di detenuti. Il dottore Gratteri, nell’intervista a “Il Fatto” ha espresso di essere d’accordo con il giro di vite del Dap per rendere più rigoroso il regime carcerario di alta sicurezza. Una opinione condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini onesti che pensano che il non seguire le regole, per rendere più aperta la detenzione, è un messaggio diseducativo per i detenuti. Infatti, una gestione “a maglie larghe” del carcere, tra l’altro in violazione dell’ordinamento penitenziario, è un incentivo alla non osservanza delle regole. Nicola Gratteri, nella prima citata intervista, ha detto che le rivolte sono state possibili anche perché le celle erano aperte, anche nei reparti di alta sicurezza. In questi reparti sono reclusi non i capi, ma gli esecutori, che hanno una normale ammirazione nei confronti dei capi e sono garzoni e strumenti degli stessi. Semplici cittadini ed esperti ritengono che le rivolte nelle carceri (in molti pensano avviate ad arte) sono state possibili e così devastanti proprio per le celle aperte e la promiscuità praticata negli istituti. Il grosso problema, sfociato nelle rivolte del periodo della pandemia, non induce chi di dovere a trovare scorciatoie, come i provvedimenti svuota carceri, che eludono il problema, senza risolverlo, e facendo perdere la fiducia nei cittadini che rilevano una “quasi convenienza” a delinquere, da parte dei malviventi, tranquilli e certi di non dover rimanere, se fermati o arrestati, dietro le sbarre. Si dovrebbero rivedere, invece, gli obiettivi legati all’erogazione di fondi, per le strutture esistenti, che danno l’impressione che si voglia mettere una “toppa nuova” su un vestito vecchio, e si dovrebbe, invece, pensare a un progetto nuovo di edilizia carceraria, come indicato dal Procuratore Nicola Gratteri, erogando risorse consistenti, per puntare alla realizzazione di grandi strutture, capaci di incrementare i posti detentivi e risolvendo, così, il problema definitivamente.

Il Procuratore Capo, dott. Nicola Gratteri

Servizio di G.Cavallo

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